ESPANSIONE DELLO SPAZIO TERAPEUTICO E OCCASIONI DI COMUNICAZIONE CON L'AIUTO DEL P.C.

 

Tdr. Logopedista Sabatini Renata

Ussl 19 - Uonpi Polo di Orzinuovi

 

INTRODUZIONE

La logopedista in un servizio di NPI interviene sui problemi di comunicazione e di linguaggio in bambini che presentano patologie complesse e molto diverse tra loro ( PCI, ipoacusie, disturbi specifici della letto-scrittura o di linguaggio in bambini normodotati, disfasie, ecc..). La diversità dei bisogni dell'utente spesso spinge il terapista alla ricerca di strumenti di volta in volta più adeguati alle necessità progettuali: il computer si configura in questa ottica come uno strumento plastico che può essere adattato con facilità alle varie esigenze attraverso la scelta del software adatto. Inoltre, a mio parere, il computer non rappresenta uno scenario così dissimile da quello in cui si attua l'intervento riabilitativo, che si svolge attraverso la proposta di attività in uno spazio organizzato, in cui il setting è importante e ben preciso, che per sua natura è uno spazio costruito ad hoc e quindi "artificiale". Credo anzi che le possibilità di simulazione offerte dalla macchina permettano l'accesso ad ambienti diversi, immaginari, e che aprano nuove prospettive espandendo lo spazio terapeutico. L'opportunità di agire in vari contesti e l'introduzione della "macchina" nell'esperienza dei bambini, spesso producono reazioni e comportamenti insoliti o inaspettati che offrono spunti di riflessione e di rielaborazione e portano ad una modulazione positiva della relazione tra bambino e terapista.

 

STRUMENTI

Il software che utilizziamo sono molto vari, dai più semplici programmi shareware a prodotti professionali per la grafica o per la realizzazione di ipertesti, e sono stati applicati costruendo percorsi diversi in relazione alle patologie. In particolare per gli interventi relativi ai problemi di linguaggio abbiamo usato più frequentemente software per:

- costruzione di storie ( Cartooners , Story, Adi2 ecc..)

- disegno (Kidpix)

- visualizzazione della voce (Ani-vox)

- recupero dei problemi di lettoscrittura (serie di software distribuiti da

Anastasis)

- giochi basati su fiabe (Cappuccetto rosso, Baba Yaga )

- videoscrittura (WPK)

 

COMPUTER, COMUNICAZIONE E LINGUAGGIO

Nell'attività con il personal computer il bambino diventa protagonista di un mondo in cui si parla, si scrive, si agisce secondo modalità non strettamente corrispondenti a quelle del mondo reale, in cui si sperimentano nuovi linguaggi ed emergono nuove spinte comunicative. Normalmente ad ogni atto comunicativo corrisponde una reazione spesso imprevedibile: nel rapporto con la macchina invece, ad ogni input è legato un determinato autput, che il bambino può suscitare ogni volta che lo desidera. Ciò da una parte soddisfa il bisogno del bambino disabile di ripetere una situazione conosciuta e controllarne le variabili, dall'altra rende possibile il cambiamento in relazione ai suoi tempi e alle sue necessità. In altre parole l'ambiente e gli attori diventano uno sfondo rassicurante in cui il bambino può provare strade diverse che portano a modificazioni conseguenti e immediate. In questo contesto si evidenziano le differenze tra comunicazione e linguaggio: i bambini che hanno maggiore desiderio e possibilità comunicative, riescono ad esprimersi in modi più efficaci anche se hanno un linguaggio molto compromesso. L'inibizione e le difficoltà di comunicazione condizionano infatti in modo determinante anche il rapporto con lo strumento impedendo talvolta prestazioni corrispondenti al livello linguistico.

 

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUI CASI

 

Caso 1. -

Bambina ipoacusica con problemi intellettivi, linguaggio assente. Il P.C. è diventato uno strumento particolarmente importante nella terapia per la naturale tendenza della bambina ad iperinvestire il canale visivo. Sono stati utilizzati diversi software nell'iter terapeutico, ma vogliamo far notare come le storie costruite con Cartoons mostrino alcuni momenti significativi del suo sviluppo comunicativo:

- all'inizio tutti i personaggi sono presenti contemporaneamente ma senza nessuna relazione fra loro (parola frase, determinativi ),

- i personaggi possono fare delle cose (prime relazioni agente-azione)

- compaiono le connessioni tra personaggi e oggetti ( frase coordinata)

Dagli esempi si può notare come sia possibile l'evoluzione delle strutture linguistiche di base supportando la comunicazione anche in assenza del linguaggio, evitando così l'isolamento e la chiusura. Il lavoro al computer è diventato anche una verifica nel tempo del percorso riabilitativo generale.

Caso 2. -

Bambino normodotato con problemi specifici di linguaggio (disfasia evolutiva). Il linguaggio è poco strutturato e di difficile comprensione. Difficoltà di lettoscrittura . Il bambino è molto contento di utilizzare il P.C., sia per l'interesse generale che mostra per gli strumenti meccanici, sia perchè ha un interesse particolare nel costruire storie. Il software utilizzato è stato molto vario, e mi ha offerto la possibilità di fare diverse considerazioni sui risultati ottenuti:

- ho supportato la sua considerazione che la macchina è "stupida", ed incoraggiato i suoi atteggiamenti di paziente "istruttore", ottenendo un aumento spontaneo nei tempi di attenzione e nella precisione dell'esecuzione

- ho assistito ad un progressivo aumento della competitività con la macchina nei programmi a tempo, anche se questi programmi erano più difficili e meno gratificanti perché finalizzati ad interventi di recupero delle abilità di lettoscrittura

- ho cercato di ascoltare i suoi desideri espressivi e di ottenere risultati gratificanti. Nonostante i problemi di linguaggio, le storie che costruisce sono molto efficaci, vi è una attenzione particolare per gli aspetti comunicativi non verbali e a tutto ciò che può garantire l'esattezza del messaggio che vuole esprimere (uso delle diverse espressioni degli occhi e dei personaggi, cura dei particolari nel disegno ecc..).