INTRODUZIONE
Dott.ssa G. Falciglia
Coord. Servizio NPI Ussl 19 Polo di Orzinuovi
Il servizio territoriale di neuropsichiatria infantile è una struttura multidisciplinare integrata che svolge attività di prevenzione, cura e riabilitazione dei disturbi dello sviluppo neuropsichico in età evolutiva (0-18 anni). Ciò significa valutare la situazione da molti punti di vista (personale, familiare, ambientale), fornire al bambino che ne ha bisogno terapie o interventi riabilitativi, ma insieme spesso significa dare sostegno e talora terapie ai suoi genitori, consulenza ai suoi insegnanti o educatori ed in alcuni casi anche individuare i canali per promuovere interventi assistenziali, e di organizzazione del tempo libero, ecc.
La riabilitazione occupa un momento essenziale nell'ambito dell'attività del servizio e coinvolge tutti gli operatori all'interno di un lavoro di gruppo multidisciplinare che mette in atto un approccio progettuale al caso e non interventi settoriali e o disomogenei. Essa si esplica in un insieme di atti che si indirizzano alla persona nella globalità della propria storia e del proprio ambiente con l'obiettivo di contribuire a promuovere il pieno sviluppo delle potenzialità dell'individuo e la sua maggiore integrazione nei rapporti con gli altri e nell'ambiente di vita. In questa ottica non si può ignorare l'importanza delle nuove tecnologie informatiche e lo studio delle possibilità del computer come ausilio e come strumento di integrazione sociale e scolastica dei portatori di handicap. Il computer è uno strumento altamente versatile, plastico, ossia adattabile alle esigenze dei singoli casi. Ciò favorisce l'espressione e il consolidamento delle massime potenzialità di autonomia e di apprendimento, cercando di risolvere i problemi e o ostacoli che si frappongono a una reale integrazione dei soggetti con difficoltà. Alla luce di queste considerazioni è nato il C.D.I. (Centro di Documentazione Informatica) che attualmente costituisce un'articolazione del servizio NPI dell'Azienda Ussl 19 Polo di Orzinuovi. Il CDI rappresenta un punto di collegamento fra le varie agenzie che operano nel settore e offre l'opportunità agli utenti di avere una consulenza mirata sulle possibilità di utilizzo del computer all'interno di progetti educativi globali. Questa attività è articolata nei seguenti punti:
* Apertura del CDI agli operatori di altre Ussl, agli insegnanti e alle famiglie.
* Collegamento fra le varie realtà che nel territorio si occupano di problemi legati all'informatica e o all'applicazione di questa nel recupero dei portatori di handicap con particolare riferimento alle scuole.
* Collaborazione con i centri di maggiore specializzazione.
* Raccolta e archiviazione dei software .
* Consulenza per una valutazione funzionale dei bisogni dell'utente per la scelta di software e di percorsi applicativi per l'utilizzo del computer.
* Costituzione di gruppi multiprofessionali, anche fra operatori appartenenti ad enti diversi per la realizzazione di progetti mirati.
* Partecipazione a ricerche specifiche nel settore.
L'attuazione di questo lavoro, realizzato in un clima di stretta e fattiva collaborazione con le istituzioni locali, (Scuole, Comuni, centri ricreativi,...) ha evidenziato la necessità di creare una risorsa innovativa utilizzabile dalle varie agenzie territoriali con l'obiettivo di favorire l'interazione formativa nella comunità sociale: il Centro di Servizi.
Essa si propone di sviluppare nell'ambito dei linguaggi un approccio all'informatica nel tentativo di coordinare esperienze e risorse già esistenti sul territorio.
Considerata l'estrema variabilità dei bisogni degli utenti, e l'impegno progettuale richiesto agli operatori per formulare un progetto il più possibile unitario, si rende necessaria una maggiore informazione e circolarità delle esperienze già in corso nella nostra realtà al fine di favorire la realizzazione di interventi efficaci. Inoltre l'utilizzo degli strumenti informatici è lasciato spesso alla libera applicazione dei singoli operatori, determinando una situazione che da una parte ha favorito la specializzazione di gruppi di operatori, dall'altra ha provocato una estrema frammentarietà delle esperienze.
L'incontro di oggi vuole essere uno momento concreto per favorire il confronto tra operatori che operano con bambini disabili e non, permettere la circolarità delle esperienze e offrire la possibilità di creare gruppi di studio e di ricerca.