PER UN LABORATORIO DI INFORMATICA NELLA SCUOLA ELEMENTARE E LE SUE PROSPETTIVE
Insegnante Roberto Orlandi
Scuola elementare T.P. Castelcovati - Brescia
Sommario
Il quadro concettuale di riferimento
Il laboratorio per l'intera classe
La disposizione dei computer
L'hardware : computer indipendenti o rete?
Le risorse del sistema
I monitor
La scheda sonora
Le stampanti
Lo scanner
Il modem
Il software : la scelta
Insegnanti-operatori
Le competenze
Il lavoro e i risultati
L'impostazione e la cura dei computer
Software e diritti d'autore
Bibliografia essenziale
Il quadro concettuale di riferimento
L'introduzione del computer nella scuola pone importanti problemi alla riflessione degli insegnanti riguardo all'influenza che esso ha sull'apprendimento.
I computer vengono di solito introdotti per pervenire a specifici obiettivi didattici, e i loro effetti primari vengono misurati osservando il grado in cui tali obiettivi sono stati raggiunti. Ma la loro presenza può arrivare a svolgere un ruolo meno specifico e potenzialmente più fecondo, inserendosi nei metodi di apprendimento in molti più modi di quelli che potevano aver previsto originariamente gli insegnanti. Possono essere integrati in un processo di apprendimento non solo intendendoli come strumenti da usare, ma cogliendo il loro impiego come atteggiamento mentale, come innovazione culturale generale in grado di forgiare alternative epistemologiche anche alla scuola.
I bambini e noi siamo sommersi da una marea di informazioni non comunicanti tra loro, e spesso ridondanti, che sta allagando a tutti i livelli le grandi organizzazioni e sistemi culturali, scolastici e di informazione. Di conseguenza la qualità più importante di una persona, quella che determinerà anche la sua vita futura, diventa la sua capacità di apprendere nuovi concetti, assimilando nuove nozioni, valutando nuove situazioni, affrontando l'imprevisto e soprattutto facendo connessioni. L'obiettivo pedagogico che avanza allora non è quello di continuare a fornire esclusivamente al bambino una serie di dati, bensì, quando si trovi in una situazione di carenza di specifici elementi di conoscenza, di incoraggiarlo a comprendere le relazioni tra i diversi elementi di ciò che già sa e di fornirgli strumenti mentali e materiali che lo aiutino in questa operazione.
In tale prospettiva il computer è uno strumento potente a disposizione degli insegnanti e dei bambini, a tal punto che alcuni (Papert, De Francesco) riconoscono l'alba di una grande transizione storica, analoga allo scostamento dalla tradizione orale che la scrittura provocò nella trasmissione del sapere.
Lo sviluppo dell'informatica pedagogica quindi non consiste semplicemente nella conoscenza di una sfilza di prodotti da presentare agli alunni, ma la sua essenza è lo sviluppo di una cultura: imparare col computer, imparare dal computer, imparare il computer.
Estendere e potenziare l'inserimento del computer nella scuola elementare attraverso l'organizzazione del laboratorio di informatica può avere come finalità quella di:
- disporre da parte dell'insegnante di uno strumento in grado di favorire il conseguimento di obiettivi curricolari e trasversali alle diverse discipline, presenti nei Nuovi Programmi e in una prospettiva di multimedialità;
- offrire ai bambini la possibilità di scoprire, sperimentare e adottare processi di apprendimento più personalizzati, più negoziabili, più graduali, più coinvolgenti, rapidi e gratificanti.
Inoltre riteniamo che il computer sia un mezzo estremamente efficace anche per affrontare problemi di apprendimento con alunni svantaggiati sia per motivi oggettivi (handicap certificato) sia per cause socio-ambientali o scolastiche (disturbi settoriali di comprensione).
Attenzione però: se si istituisse un laboratorio di informatica dove i bambini possano frequentarlo solo per studiare informatica un'ora alla settimana in modo ineluttabile, magari con un insegnante specializzato non della loro classe, il computer corre il rischio di rafforzare i tradizionali metodi scolastici, diventando una materia, e perdendo la propria spinta innovativa e il proprio carattere culturalmente rivoluzionario. E' assolutamente da evitare che la scuola assimili il computer, incorporandolo nel proprio schema come un sussidio qualsiasi.
Il computer deve essere uno strumento a disposizione degli insegnanti e degli alunni per presentare argomenti in modo più efficace per l'apprendimento, per esercitare conoscenze e abilità proposte nelle diverse discipline, per elaborare dati in poco tempo e visualizzarli con chiarezza ed validità inusitate, per archiviare informazioni, per attingere a contenuti in tempi e luoghi diversi, ma anche per esercitare il pensiero con ragionamenti ed ipotesi e per divertirsi... Il laboratorio di informatica è in funzione quindi delle opportunità che in ciascuna disciplina possono presentarsi per l'approfondimento o l'elaborazione attraverso lo strumento del computer, ma altresì in funzione dello sviluppo di capacità e pensiero non sempre programmabili e prevedibili.
Per questo è necessario da una parte conoscere l'uso dell'elaboratore e delle sue periferiche (hardware e alfabetizzazione informatica), dall'altra disporre di una biblioteca software in grado di soddisfare i bisogni didattici e di programmazione che emergano.
Il laboratorio per l'intera classe
Proprio perché in funzione di ciascuna disciplina, questo laboratorio deve essere in grado di ospitare una intera classe.
Se per esempio si presentasse la necessità di fare un lavoro sul testo in un'unità didattica di lingua italiana, o elaborare dei dati in matematica, o consolidare apprendimenti relativi al riciclaggio dei rifiuti in scienze, il condurre il lavoro con l'intera classe costituisce un vantaggio rilevante in termini di tempo, di modalità di comunicazione a tutti gli alunni, di risorse impiegate. Nell'ipotesi di una classe media di 20 alunni, il laboratorio deve disporre di 10 elaboratori. Riteniamo infatti opportuno assegnare generalmente ad ogni computer 2 alunni che lavorino nel contempo alla stessa macchina e con lo stesso programma. Ciò favorisce infatti la comunicazione sulle modalità del lavoro all'elaboratore, l'avvicendamento nell'esecuzione del programma, la discussione o l'individuazione di soluzioni e il controllo reciproco della prestazione. Questa impostazione favorisce inoltre un rapporto al computer con forte valore socializzante, impedendo che venga assecondata una situazione diffusa e facile, in cui il bambino si confronti per tempi più o meno lunghi, in silenzio, da solo con la macchina, isolandosi dagli stimoli circostanti. Chiaramente la conduzione del lavoro nel laboratorio non può che essere affidata all'insegnante di classe nell'ambito della sua normale programmazione didattica.
La disposizione dei computer
La disposizione degli elaboratori e degli alunni nel laboratorio deve favorire il controllo da parte dell'insegnante; egli deve essere in grado di vedere ciascun monitor, di intervenire il più prontamente possibile in caso di difficoltà tecnica o di richiesta, di muoversi facilmente da una parte all'altra. La disposizione deve consentire anche agli alunni di verificare il lavoro dei compagni, di apprendere dall'osservazione degli altri, muovendosi, in particolari circostanze, da una postazione all'altra. Un'ipotesi potrebbe prevedere pertanto i computer e le periferiche collocati nel laboratorio su tavoli allineati lungo le pareti; ogni postazione disporre di due sedie girevoli, ad altezza variabile, adattabili agli alunni sia di prima che di quinta. Una lavagna a muro per pennarelli (evitare il gesso per la polvere) consente di presentare alla classe schemi e procedure per l'uso delle macchine.
L'hardware : computer indipendenti o rete?
Per la versatilità che presentano, la nostra scelta si è orientata ai personal computer (PC), ciascuno con processore non inferiore al 286 e con disco fisso sufficientemente grande per accogliere il software che si prevede necessario all'attività didattica.
Si pone, nel momento di strutturare un laboratorio di informatica, la scelta fra computer indipendenti, singoli, ognuno con proprio software, o computer in rete, controllati dall'insegnante. Per la scuola elementare abbiamo ritenuto di privilegiare la prima scelta in quanto gli alunni che, iniziano a familiarizzare con l'elaboratore, hanno bisogno di modalità di apprendimento individualizzate e insieme di potersi esercitarsi con tempi e procedure diversificate. Ogni alunno, dopo le indicazioni dell'insegnante, può in tal modo gestire direttamente il proprio computer, sperimentare le conseguenze delle proprie scelte e produrre effetti personalizzati, secondo tempi adeguati alle singole capacità. L'insegnante inoltre avrebbe un contatto diretto con l'alunno per gli interventi necessari.
La rete invece consente un più preciso approccio didattico ai contenuti proposti (ricorda la lezione frontale) e minori costi, ma presuppone già acquisita l'alfabetizzazione informatica, e inoltre essa riduce sia il campo di autonomia dell'alunno che l'interazione che egli può esprimere con il programma in funzione.
Le risorse del sistema
Può anche non essere necessario che tutti i computer abbiano la stessa potenza, che dispongano tutti cioè dello stesso processore; è invece indispensabile che almeno uno sia in grado di prestazioni eccellenti a livello di velocità e di memoria (attualmente si propone un computer che abbia come configurazione minima: processore 486dx33, hard disk 200 o 340 Mb, 4/8 Mb di RAM, drive anche per CD-ROM). Questo computer permette di usufruire di programmi complessi di grafica, di animazione, di impaginazione, di archivio dati e di calcolo che non richiedono la collaborazione di tutti gli alunni, ma solo dell'insegnante e/o di un gruppo ristretto di alunni. Esso inoltre si porrebbe come lo strumento essenziale di utilizzo della multimedialità proposta dai CD-ROM.
I monitor
Il laboratorio deve poter disporre di monitor a colori con scheda VGA o meglio Super VGA, possibilmente a basse radiazioni, con risoluzione minima da 640x480; ciò consente fra l'altro ai giochi, ai programmi di grafica e a quelli multimediali di esprimere correttamente ed efficacemente i contenuti e le qualità di colore e di movimento che intendono visualizzare.
La scheda sonora
Per poter lavorare a livello di multimedialità è necessario avere a disposizione nel laboratorio uno o più computer con scheda sonora a 16 bit che permetta di digitalizzare non solo voce e rumore, ma anche il suono e la musica stereo. Tali schede posseggono l'interfaccia MIDI per sintetizzare i suoni e interfaccia CD-ROM per leggere, elaborare e ascoltare la musica di alta qualità dei compact.
Le stampanti
Si presenta spesso la necessità di dover stampare il lavoro eseguito dagli alunni. Ogni computer quindi deve essere dotato di una propria stampante o condividere questa periferica con altri PC attraverso appositi switch. Sono disponibili sul mercato a costi accessibili diversi tipi di stampanti in grado di soddisfare adeguatamente le esigenze del lavoro scolastico. In particolare sono utili le stampanti ad aghi per bozze, per uso frequente o per striscioni e per prodotti che non richiedono alta qualità; rispondono all'esigenza di qualità invece le stampanti a getto d'inchiostro che hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo, e sono addirittura capaci di emulare le stampanti laser. Un disegno, un testo definitivo, un grafico o un volantino stampato con una Ink-Jet soddisfa qualitativamente ogni esigenza della scuola. Infine è utile che il laboratorio sia fornito di almeno una periferica in grado di stampare in formato A3 (schemi, fogli di calcolo con numerose colonne, volantini, giornalino...), senza dover ricorrere alla fotocopiatrice per elaborare ingrandimenti.
Lo scanner
Un altro utile elemento di input in dotazione al laboratorio di informatica è lo scanner da tavolo, formato A4, che consente di catturare immagini o testi per trasferirli nel computer ed elaborarli secondo le necessità didattiche (attraverso software OCR o di manipolazione delle immagini). La sua utilità si manifesta chiara quando dobbiamo importare in un testo o in un libro o in un qualsivoglia lavoro i disegni degli alunni, oppure le immagini o le fotografie tratte da contesti diversi; per evitare inoltre di digitare sulla testiera un lungo scritto lo passiamo nello scanner che cattura il testo e attraverso un software OCR lo traduce in file ASCII, pronto per essere usato in un word processor. In una scuola tale strumento è estremamente utile e versatile e risponde alla creatività di insegnanti e alunni con lavori insospettabili: alfabetieri di classe personalizzati, mappe e piantine particolari, archivio documenti e stampati...
Il modem
Un altro strumento informatico che contribuisce ad arricchire il laboratorio di ulteriori prospettive è il modem, che consente di comunicare e scambiare informazioni a livello telematico con persone lontane, in ogni parte d'Italia e del mondo, di connettersi a servizi di banche dati, di accedere ad archivi di biblioteche, anche specializzate, che per le scuole possono essere particolarmente interessanti.
Il software : la scelta
L'altro aspetto fondamentale per costituire il laboratorio di informatica è il software, cioè la disponibilità di programmi in grado di soddisfare le esigenze didattiche specifiche nelle diverse discipline o ad esse trasversali.
La biblioteca software deve poter essere ricca di programmi didattici utili per ciascuna disciplina, capaci di presentare o esemplificare in modo chiaro ed efficace argomenti previsti in sede di programmazione e sviluppati dall'insegnante, idonei per un approfondimento secondo percorsi e processi di apprendimento anche individualizzati. La multimedialità consente sorprendenti effetti e risultati in questa prospettiva.
Una parte del software, pur nascendo nell'ambito di una specifica disciplina, oppure essendo per struttura orientato già in un certo ambito didattico, presenta ugualmente una forte propensione ad essere utilizzato in contesti diversi, trasversali, secondo la creatività degli operatori scolastici o dei bambini. Appartengono a questo tipo di programmi software molto diffusi, e prodotti non certo per esigenze didattiche, quali:
- word processor, videoscritture semplici e complesse;
- fogli elettronici, per elaborare dati soprattutto numerici, anche attraverso funzioni;
- database, per elencare o archiviare;
- paint, per dipingere, fare schemi e per la produzione grafica.
Un ruolo formativo particolare hanno i software classificabili come linguaggi di programmazione e gli ipertesti per la connessione di informazioni. Anche i giochi al computer, scelti secondo criteri dichiarati, resi disponibili agli alunni per l'attività ludica o per esercitare abilità specifiche, sono una componente importante del software del laboratorio di informatica.
Insegnanti-operatori
Di fronte all'ampia varietà del software presente sul mercato, il laboratorio di informatica deve poter disporre di insegnanti-operatori attenti e capaci di reperire programmi in grado di soddisfare precise esigenze didattiche, consapevoli se tali programmi rispondono veramente alle esigenze disciplinari o formative esposte, e aggiornati sui nuovi prodotti, sulle vecchie e nuove versioni, sulle risorse del settore. L'industria propone numerosi programmi, sia di carattere commerciale che didattico, i quali possono trovare impiego nell'attività scolastica; tale software tuttavia va individuato, reperito e sperimentato per verificarne la corrispondenza alle necessità; considerando che ogni giorno vengono messe in vendita novità che spiazzano le precedenti, emerge l'opportunità di avere e mantenere collegamenti istituzionali, commerciali e personali per tenere alto il livello tecnologico del laboratorio. Questo compito richiede investimento di risorse finalizzate a creare e mantenere nel tempo le necessarie competenze.
Le competenze
Ogni insegnante che accede al laboratorio deve avere chiaro quale obiettivo disciplinare o formativo intende perseguire o quale contenuto vuole sviluppare per mezzo del computer. Per questo è importante che le sue competenze a livello informatico siano promosse e mantenute attraverso un aggiornamento periodico ed in itinere che abbia come oggetto una continua riflessione sulle risorse dell'elaboratore e del software in prospettiva dell'apprendimento. Ciò gli consente fra l'altro di comprendere e apprezzare le recensioni su programmi di vario genere che le riviste specializzate propongono e di mettere in relazione tali informazioni alle proprie esigenze didattiche.
La presenza di insegnanti-operatori può sostenere quelle competenze acquisite dai docenti che pur richiedono consulenza e assistenza
- nella programmazione didattica, per individuare, modificare o predisporre il software necessario;
- nella conduzione del laboratorio con la classe per evitare imprevisti e per ottimizzare il tempo a disposizione;
- nel formulare proposte nell'elaborazione di percorsi didattici disciplinari e interdisciplinari;
- nell'individuare aree di intervento a favore degli alunni con handicap.
Il lavoro e i risultati
E' buona norma che le esperienze specifiche del laboratorio di informatica vengano descritte e pubblicizzate con costanza e puntualità perché le acquisizioni diventino patrimonio di tutti.
E' importante inoltre prevedere momenti di verifica, anche con altre scuole o enti, per poter esporre e affrontare dubbi o perplessità riguardo ai percorsi formativi affrontati o riconoscere prospettive di lavoro.
L'impostazione e la cura dei computer
Poiché l'accesso a questo laboratorio è previsto per un'intera classe per volta, si pone la necessità di predisporre tutti i personal con i programmi impostati nello stesso modo e con la stessa configurazione per consentire all'insegnante di dare un'unica consegna agli alunni. Anche le directory vanno scelte e impostate in modo chiaro, comprensibili ai bambini, e devono poter richiamare, quando è possibile, il nome del file eseguibile, quello cioè che fa partire il programma. Schemi esposti alle pareti del laboratorio in cui si presentano la struttura delle directory, il percorso per accedere ai diversi programmi e il file eseguibile, facilita a tutti l'uso dei computer.
Se l'impiego dei personal da parte di alunni e insegnanti è particolarmente frequente e così pure l'installazione o la cancellazione di programmi, è opportuna una riorganizzazione periodica del software, una pulizia delle memorie, una ottimizzazione degli hard disk, una manutenzione generale cioè che mantenga tutte le macchine in piena efficienza.
Software e diritti d'autore
Come quasi tutte le produzione musicali, cinematografiche e letterarie, così anche i programmi utilizzati dai computer sono tutelati dalla legge in base ai diritti d'autore (L. 22/0/1941 n. 633). Il DL 29/12/92 n. 518 recepisce e attua la direttiva della Comunità Europea 91/250/CEE relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore. Esso recita all'art. 1 "Sono altresì protetti i programmi per elaboratore come opere letterarie ai sensi della Convenzione di Berna sulla protezione delle opere letterarie e artistiche ratificata e resa esecutiva con la legge 20/06/78 n. 399". Si riserva all'autore o all'impresa la riproduzione del programma, anche temporanea, con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma. La ratio della normativa è quella di prevenire e, comunque, di disincentivare attraverso un efficace sistema sanzionatorio, anche penale, il fenomeno da tempo diffuso anche in Italia, della illecita riproduzione e contraffazione del software. Esistono limitazioni anche alla duplicazione del software per uso didattico. Al riguardo è stata ampiamente approfondita dall'Avvocatura Generale dello Stato, nel nov. 94, l'ipotesi di duplicazione di programmi di esclusivo uso didattico effettuata dai docenti delle scuole al fine di consentirne la fruizione su tutte le postazioni computer esistenti nelle stesse scuole. Essa giunge alle conclusioni che la duplicazione di software didattico da parte degli operatori scolastici :
1) integra, in via di principio, gli estremi del reato di cui all'art 171 L. 633/1941, in quanto abuso e non già reato per fini di lucro e commerciali;
2) possa rientrare nella facoltà di libera utilizzazione prevista dall'art. 68 L. 633/41 qualora :
- la riproduzione sia solo temporanea,
- l'uso del software sia circoscritto entro un ambito soggettivamente ristretto (es. la classe), non ponendosi in termini di concorrenza economica con pregiudizio degli interessi dell'autore;
3) può ritenersi ammessa allorché sia necessaria per il contemporaneo uso del programma da parte degli alunni di una classe o gruppo di studio e del loro docente; va riconosciuto però che il programma sia oggettivamente didattico, che sia in concreto utilizzato per fini d'insegnamento, che la riproduzione sia strettamente limitata al numero di copie necessarie per la tipologia d'utenza.
4) va considerata reato ai sensi della citata legge ove la duplicazione sia stata compiuta successivamente all'entrata in vigore del D.L. 518 del 29/12/92; per le duplicazioni antecedenti può sostenersi la non punibilità del fatto per mancanza di dolo.
L'Avvocatura conclude che, in attesa di un auspicabile intervento legislativo chiarificatore, sarebbe opportuno nelle convenzioni per l'acquisto di software sancire espressamente la libera riproducibilità del programma didattico in conformità alla sua destinazione oggettiva e soggettiva all'insegnamento entro i limiti sopra esposti.
Bibliografia essenziale
- Seymour Papert, I bambini e il computer, Rizzoli 1994.
- Corrado de Francesco, Iperlibro, McGraw-Hill 1994.
- Renato Zaccaria, L'informatica come mezzo di acquisizione di capacità cognitive..., in "Rivista dell'istruzione" 6/90 pp 965-978
- Avvocatura Generale dello Stato, circolare del nov. 94.