IL FILO D'ARIANNA nel labirinto della programmazione con corpo, mente, macchina
Massimo Cauzzi
IO: è difficile tenere una relazione nel primo pomeriggio, dopo aver pranzato.
La digestione convoglia il sangue allo stomaco, i movimenti si fanno lenti, gli occhi si fanno pesanti e si tende ad avere un'attenzione limitata....
IL LUPO: è molto bello essere ad una conferenza di primo pomeriggio, vi vedo tutti lenti, con gli occhi socchiusi, poco attenti, ehi dico a voi, chi mangio per primo?
Sfilo il burattino e col burattino in mano:
Il computer è un contenitore vuoto (penzolo il burattino vuoto)
noi dobbiamo inserire i dati (metto la mano nel burattino)
dare i comandi, i più semplici, ENTER ( entra il bur.), ESC (esce il bur.)
ed il computer esegue il programma (faccio muovere il burattino)
e se occorre lo stampo (fotocopia del bur.)
IL FILO D'ARIANNA NEL LABIRINTO DELLA PROGRAMMAZIONE CON CORPO, MENTE, MACCHINA
Il filo d'Arianna è un percorso attraverso l' area linguistica, espressiva, motoria cercando il sentiero che collega queste esperienze.
Costruire assieme una storia usando disegni, parole, gesti, movimento, rumori, odori, sapori, oggetti, emozioni e tutto ciò che può essere "vissuto" dal bambino.
In fondo al "filo d'Arianna" il nostro obiettivo:
LA COMUNICAZIONE CONSAPEVOLE DELLE ESPERIENZE.
L'intervento è stato pensato per la scuola materna e il primo ciclo elementare e il primo obiettivo da raggiungere è favorire l'interdisciplinarietà e il raccordo materna/elementare.
Gli obiettivi riguardanti i bambini saranno estrapolati dalle programmazioni annuali e sviluppati assieme all'animatore.
Le tecniche usate sono: il burattino, l'ombra, la drammatizzazione.
Gli strumenti usati: il registratore, la macchina fotografica, la telecamera, il computer.
Lo stimolo di partenza: una fiaba raccontata o drammatizzata.
Tre proprietà fondamentali e qualificanti degli Orientamenti sono:
1°) specificità di obiettivi, contenuti e metodi;
2°) molteplicità delle sollecitazioni educative;
3°) flessibilità nell'applicazione delle proposte.
DALLA PROGRAMMAZIONE AL PERCORSO
" quel che serve nella scuola materna, è riuscire a garantire uno svolgersi della vita quotidiana sufficientemente partecipata e ricca delle relazioni intersoggettive che facilitano coerenza di significati alle successive attività.
Ma occorre che siano interessati anche "settori specifici ed individuabili di competenza", tramite i quali ogni bambino è posto in interazione diretta con la cultura, cioè con i sistemi simbolico-culturali.
Si tratta, di conseguenza, di coniugare in maniera funzionale il susseguirsi delle situazioni che danno coerenza e concretezza alla giornata con momenti di più specifico e mirato immergersi in situazioni didattiche in cui il bambino, tramite la riflessione sull'esperienza compiuta e la sua rappresentazione, è posto nella condizione di poterla ricostruire, rivedere, ripensare e quindi , proprio perché la si è riproposta tramite gli strumenti e i linguaggi della simbolizzazione, comunicarla, confrontarla, discuterla, riprogettarla."
IL PERCORSO SPECIFICO
1) il corpo e il movimento;
2) i discorsi e le parole;
3) lo spazio, l'ordine e la misura;
4) le cose, il tempo e la natura;
5) messaggi, forme e media;
6) il Sè e l'altro.
IL GIOCO
"L'importanza del gioco in tutte le sue forme ed espressioni, il gioco di finzione, di immaginazione e di identificazione rappresenta l'ambito privilegiato in cui si sviluppa la capacità di trasformazione simbolica. Nel gioco si imitano gli altri bambini e gli adulti, si assumono ruoli diversi, si sperimentano comportamenti ed emozioni, si fa uso flessibile ed articolato dei linguaggi, si pongono a confronto desiderio e realtà, immaginazione e dati di fatto, attese e possibilità affettive.
Il gioco si condivide socialmente, nel gioco ci sono trame da pianificare, ruoli e regole, anche complesse, da gestire, affrontare e risolvere eventuali conflitti, rappresentare ed integrare emozioni, ansie e paure.
La capacità di vivere, di distanziare e di elaborare sentimenti ed emozioni è una conquista di grande portata.
La capacità di far uso del discorso e della rappresentazione simbolica facilita la comprensione empatica degli stati emotivi altrui e la oggettivazione dei propri."
COMPUTER, SCHEMA CORPOREO, fantasticaMENTE.
Da Dos a Windows, a Animator pro, a Sound blaster.
Da Windows a Pcshell e a Write; più tutti i files.
Dalla testa al corpo, braccia ed eventuali dita, gambe ed eventuali dita.
C'era una volta un re che aveva una bellissima figlia di nome Cristallina.
Cristallina era bella ma di salute molto delicata.
Un brutto giorno cadde ammalata.
a) "cadendo malata" si ruppe in mille pezzi.(fine)
b) guarisce subito prendendo l'aspirina.(fine)
c) arrivarono medici da tutto il mondo ma nessuno riuscì a guarirla. Il suo corpo restò esposto nella sala del palazzo, come morto, il suo viso era opaco come un cristallo sporco.
Un giovane, venuto da lontano, come la vide se ne innamorò. Seduto vicino a lei piangeva e le chiedeva: dimmi almeno dove posso trovare la medicina per guarirti, ma lei non rispondeva. Le lacrime del giovane caddero sul viso della principessa e lo bagnarono. Orbene successe che mentre il giovane continuava a chiederle del posto della medicina la accarezzava sul viso; il viso di Cristallina bagnato dalle lacrime e sfregato dalle carezze cominciò ad emettere un suono, prima tenue e poi via via più forte: "La, Laa, Laaa".
Il giovane capì e partì subito verso di La per cercare la medicina. Arrivò ad una porta, una porta con delle scale.
C'erano Scale che scendevano e Scale che salivano, Scale D'ACCORDI e Scale DISACCORDI. Il giovane scelse di salire.
Fece il DO, poi il RE (non il papà di Cristallina!) e quindi il MI e il FA (ma come SI FA?) arrivò al SOL (come Icaro? è pericoloso?) e finalmente al LA. Quì vide una bottiglietta con dentro un liquido, rosa. E' questa la medicina? chiese gridando? SI, SII, SIII, rispose una nota sopra di lui.
Prese la bottiglietta, tornò al castello, la diede a Cristallina che subito guarì, si sposarono (SI) e tutte le note suonarono felici e contente.
Come funziona " IL FILO D'ARIANNA "?
1) L'animatore e le insegnanti si incontrano per discutere l'obiettivo/i su cui lavorare.
2) L'animatore propone, alle insegnanti, una "fiaba stimolo" da cui partire per iniziare l'intervento.
3) L'intervento inizia con il racconto o con la drammatizzazione della fiaba, da parte dell'animatore, e con il recupero grafico pittorico e verbale, da parte dei bambini.
4) L'animatore e le insegnanti si ritrovano per vedere e analizzare il materiale raccolto. Assieme individuano gli strumenti e i percorsi per raggiungere l'obiettivo/i prefissati.
5) Durante il percorso vengono individuati momenti di verifica, necessari per accertare il raggiungimento delle tappe prefissate e vengono fatti, a tal fine, gli aggiustamenti necessari.
6) Gli aggiustamenti prevedono: il fermarsi, il ritornare, l'avanzare lento, l'avanzare a salti, ecc. Il tutto deve tenere conto delle competenze di base dei bambini, della loro individualità e globalità e quindi adattarsi di conseguenza ai loro tempi e ritmi fornendo nel contempo stimoli adeguati. Una situazione di gioco è senz'altro più funzionale a tenere desta la loro attenzione.
7) Ci saranno quindi momenti di attività teorico- pratica dell'animatore con le insegnanti, momenti di attività pratica dell'animatore con i bambini e momenti di attività pratica delle insegnanti coi bambini, con la "supervisione" dell'animatore.
8) Lo sviluppo in parallelo di queste modalità d'intervento favorisce la circolazione continua delle informazioni, permettendo scambi, confronti, riscontri.
9) E' la tecnica del PUZZLE. Si andranno a costruire e a posizionare un poco alla volta i piccoli pezzi per poi arrivare all'evento finale: uno spettacolo teatrale, un video, un libro gioco, una animazione computerizzata interattiva, un ipertesto, ecc.
10) I pezzi sono autonomi e possono essere usati isolatamente o montati in maniere differenti, così da portare, volendo, a risultati differenti.
11) L'animatore, le insegnanti e i bambini SPETTATTORI del puzzle.
12) L'intervento può validamente costituire la situazione "pilota" alla quale può far riferimento tutto il corpo insegnati del circolo, di una sola scuola, di una scuola di altro grado (secondo ciclo elementare, medie inferiori o superiori, altro).
La stessa tipologia di intervento è stata validamente sperimentata anche in situazioni di handicap grave (C.S.E.)
ESEMPIO DI PROGETTO DIDATTICO
Il progetto è quello sviluppato nell’anno scolastico 94/95 presso le scuole materne ed elementari del comune di San Bassano (CR) usando come stimolo la storia:
"SEI TIPI STRANI"
Obiettivo generale:
Favorire il raccordo fra scuola materna e scuola elementare
Campi di esperienza:
A. Il corpo e il movimento
B. I discorsi e le parole
C. Il se e l’altro
D. Lo spazio, l’ordine, la misura
E. Messaggi, forme e modi
Obiettivi:
A1. Saper riconoscere concetti spaziali e topologici
A2. Saper descrivere un percorso con codici diversi e saperlo rappresentare graficamente
A3. Saper fare percorsi simbolici abbinati a ritmi diversi
A4. Sapersi orientare in uno spazio conosciuto
B1. Saper ascoltare un breve brano e saper rispondere a semplici domande
B2. Sapersi esprimere con linguaggio mimico-gestuale
B3. Saper raccontare attraverso il disegno
B4. Saper individuare nel racconto personaggi, ambienti e tempo
B5. Sviluppare capacità narrative
B6. Saper riferire esperienze del vissuto
C1. Saper lavorare in gruppo rispettando i turni di lavoro
C2. Saper riconoscere ed esprimere sentimenti ed emozioni
C3. Saper riconoscere i bisogni degli altri
D1. Capacità di raggruppare, ordinare
D2. Capacità di orientamento spaziale
D3. Capacità di progettare, creare, inventare
E1. Saper usare più correttamente i linguaggi corporei e sonori
E2. Saper acquisire una buona padronanza delle varie tecniche.
Sono a disposizione per chiarimenti, curiosità, proposte
Grazie
Massimo Cauzzi
per la relazione ho consultato:
1) Gli Orientamenti 1991 per la scuola materna;
2) Un articolo del prof. S.Neri dal titolo:
"Dagli orientamenti 91 al fare scuola";
3) Il progetto "il filo d'Arianna" elaborato per le scuole per l'infanzia e primo ciclo elementari del Comune di S.Bassano (CR) da Massimo Cauzzi del teatro T.A.M. di Cremona;
4) Il progetto di interdisciplinarietà, di continuità e di programmazione delle insegnanti della scuola materna ed elementare del Comune di S.Bassano;
5) Il progetto di intervento presso il C:S:E di Cremona;
6) la fantasia.
by massimo cauzzi