USO DEGLI STRUMENTI INFORMATICI NELLA DIDATTICA SPECIALE

Insegnante G. Serena - Scuola media "Divisione Tridentina" - Brescia

Una premessa: il software utilizzato è stato costruito personalmente per affrontare problemi specifici degli alunni seguiti, solo in un caso abbiamo usato software acquistato, quindi non specifico : si tratta di un normale corso di francese su CD-ROM.

Ho seguito in questi anni alunni della mia scuola con problemi di quattro diverse tipologie:

- due alunne con grave ritardo mentale (Enrica e Sabrina)

- una alunna ( Antonina) con difficoltà di apprendimento dovute essenzialmente alla totale incapacità della famiglia di darle stimoli che potessero favorirne la crescita intellettuale ( la ragazza a 12 anni è stata infatti allontanata dalla famiglia)

- un alunno con difficoltà motorie (Luca), costretto da circa un anno in carrozzella e con una sempre minore capacità di movimento

- una alunna normale (Manuela - ora frequenta la scuola superiore) con difficoltà di lettura.

Tutto è iniziato con Enrica, una bambina in grado di esprimersi quasi esclusivamente con frasi composte da una sola parola, che era in grado di numerare a volte fino a 20, di scrivere sotto dettatura in modo abbastanza accettabile e di leggere, ma in modo meccanico, senza capire se non parole bisillabe di uso comune. Scarsa la memoria anche a breve termine. Abbiamo quindi cercato di esercitare proprio la memoria, partendo prima da esercizi di copiatura, proseguendo poi con esercizi nei quali la parola, non appena iniziava la scrittura, scompariva dallo schermo. Si è provato anche con brevi frasi, legate al suo vissuto, ma i risultati non sono stati molto confortanti. Migliori i risultati con un gioco tipo "Memory", per la collocazione nello spazio e con un esercizio che proponeva per un tempo limitato sullo schermo una parola di uso comune, legata in modo particolare ai cibi, con caratteri di misura variabile e orientati orizzontalmente o verticalmente in modo casuale (esercizio orientato alla spesa). Per i numeri, senza risultato esercizi per confrontare quantità diverse o per imparare a sommare, mentre per la numerazione in sequenza si è ottenuta una maggiore sicurezza con conteggio di immagini sparse senza ordine sullo schermo e con u programma per disegnare seguendo i numeri.

Sabrina presentava difficoltà maggiori: incapace di esprimersi se non attraverso qualche mugolio, non riusciva quasi mai a numerare fino a 10 e non sapeva leggere che un carattere per volta. Riusciva, con grande soddisfazione, a giocare a Memory. Vista la difficoltà nel riconoscimento di alcune lettere simmetriche tra loro, preparai un programma per il riconoscimento di sagome, un esercizio che ha avuto risultati positivi, anche se forse non esattamente quelli desiderati; oltre un certo livello Sabrina faticava ad andare, ma ha imparato a controllare meglio la mano: dovendo spostare una croce colorata sulla sagoma uguale a quella proposta, premeva con troppa foga sui cursori e passava quasi regolarmente oltre il disegno voluto e questo la faceva arrabbiare molto. Avevo già pensato di allungare ulteriormente i tempi di risposta della tastiera, quando mi sono accorto che il tocco era diventato più delicato. Per la lettura, visto che con l'esercizio ormai riusciva a leggere dei monosillabi di due lettere, è stato proposto con discreto successo un esercizio per il riconoscimento di parole di quattro lettere proposte su liste affiancate, una delle quali conteneva le parole divise in sillabe. Ancora oggi, dopo due anni, Sabrina gioca a casa eseguendo questi esercizi.

Il caso di Antonina era diverso. Le difficoltà erano, per esempio, nell'acquisizione delle tecniche della moltiplicazione. Abbiamo per prima cosa proposto un tipo di esercizio propedeutico alla moltiplicazione, che permetteva di eseguirla come sequenza di somme successive di serie di pulsanti. Siamo poi passati agli esercizi sulle tabelline, temporizzandoli in un momento successivo per evitare inutili esitazioni e perdite di tempo. Per la lingua sono stati proposti esercizi di spaziatura di parole, di completamento di frasi, riguardanti i campi semantici. Con il pretesto del computer, Antonina lavorava. Altro esercizio produttivo è stato quello della lettura dell'orologio.

Luca è un ragazzino di normale intelligenza, ma demotivato, che poco risponde agli stimoli, ma trova gratificazione nell'uso del computer: grazie al CD di cui parlavo all'inizio, ha iniziato ad interessarsi del francese. Visto che le prospettive sono quelle di una progressiva riduzione della mobilità degli arti, con i fondi messi a disposizione dal Ministero abbiamo acquistato un personal portatile, con tastiera di piccole dimensioni, per diminuire la necessità di spostamento delle mani, ed un mouse che si aziona con la pressione di un dito. Poi ho pensato che sarebbe stato utile che si esercitasse a scrivere utilizzando un programma a scansione e ho cercato di camuffarne uno da gioco. Dopo un paio di volte ha iniziato a rifiutarsi di giocare. Riflessione: ho sbagliato tutto: Luca non ha bisogno di imparare a scrivere, lo sa fare. SE DEVO PROPORRE UN GIOCO, DEVE ESSERE UN GIOCO, come quello ormai collaudato del PUZZLE . Così ho provveduto a realizzarne un altro che non gli proporrò fino al prossimo anno scolastico, dopo che sarà stato usato come videogioco alla festa della scuola, a fine anno scolastico.

Vorrei fare un breve cenno anche a quelle situazioni che non sono certamente di handicap in senso stretto, ma che richiedono ugualmente interventi "speciali". Uno dei problemi più frequenti è rappresentato dalle difficoltà di lettura. Per questo ho realizzato, ispirandomi ad un programma distribuito dal CNR di Genova, che per me era troppo macchinoso per l'operatore (richiedeva persino di modificare le variabili d'ambiente del DOS), un programma per esercitare la lettura, tenendo conto delle difficoltà nell'approccio globale alla parola o nella scansione della stessa. Nei pochi casi in cui l'esercizio è stato costante, anche tre o quattro volte la settimana per 15, 20 minuti, i risultati non sono mancati. Ho parlato di Manuela perchè per poterle permettere di esercitarsi con frequenza, ho adattato il programma per il Commodore 64, che lei possedeva, e i risultati si sono visti. Anche mia moglie, che quest'anno è riuscita a trovare nella sua scuola degli spazi per esercizi frequenti, è soddisfatta dai progressi di una sua alunna.

Ho citato questi ultimi casi perchè vorrei sottolineare che non è sufficiente avere a scuola delle risorse, se poi non si è messi in grado di utilizzarle in modo corretto.