L'INFORMATICA PER IL DISABILE

Carta, penna e... software

Ins.Cassera Elena

Scuola Elementare Statale di Gazzaniga Padre Luigi Ghilardini

via Dante Alighieri, 24 - 24025 - Gazzaniga - BG

Sommario

Perché ho voluto trattare della mia esperienza didattica con l’ausilio dell’informatica? Ma soprattutto perché ho voluto utilizzare il PC con il disabile? L’ultimo strumento che avrei pensato di utilizzare in una pedagogia personalistica è il computer, inteso dai più quasi esclusivamente come "macchina spersonalizzante". Se si riflette sulla relazione intercorrente tra me insegnante e disabile, dove io medio la comunicazione dei contenuti e dei prodotti dell’insegnamento-apprendimento, si nota che il portatore di handicap è dipendente da me non solo nell’apprendere, ma anche, e soprattutto, nella peculiare caratteristica che l’uomo possiede: elaborare dei prodotti comprensibili ai suoi simili. Ora io non vorrei che si fraintendesse il mio modo di utilizzare il computer, intendendolo solo come strumento. La mia intenzione sarebbe quella di utilizzarlo nella sua valenza multimediale interattiva, nella processo educativo. Però tale interattività è limitata proprio dall’handicap, che impedisce ulteriormente l’utilizzo del computer nelle sue peculiarità: multimedialità, realtà virtuale, comunicazione via rete.

Matteo

prima ESPERIENZA

Il progetto didattico è iniziato con la frequenza del bambino di sette anni in Ia elementare (1993-1994) e tuttora accompagna l'attività. L'esperienza è nata quando mi sono trovata di fronte al soggetto disabile, con diagnosi di tetraparesi spastica, ed immediatamente mi sono chiesta quale modalità educativa potevo attivare.

Ho evidenziato così un percorso educativo interdisciplinare definito con il seguente obiettivo: "Fornire mezzi comunicativi alternativi di autonomia".

Questo si traduce in:

· autonomia operativa e gestionale;

· produzione di testi, disegni e parole;

· eliminare nella fase di produzione scritta l'interferenza dell'handicap motorio;

· avere come risultato un prodotto di buona qualità e socialmente accettabile.

La metodologia

L'uso del PC ed il software applicativo nella collocazione curricolare sono interpretati come mezzo per...:

· per evitare parzialmente il continuo controllo sostitutivo dell'insegnante;

· per facilitare la produzione scritta superando le difficoltà oculo-manuali ed i lenti tempi esecutivi;

· come supporto all'azione curricolare perché si basa sulla possibilità di creare un ambiente educativo e relazionale il meno depenalizzante e degradante;

· per le sue caratteristiche di funzionalità e velocità nel dare un immediato riscontro reale;

· con tale ausilio si agisce sul potenziale canale uditivo e visivo.

Una metodologia così impostata, che considera il PC come mezzo per..., non trascura le valenze cognitive e psicologiche insite in esso.

Svolgimento dell’esperienza

Al termine dell'anno scolastico 1994 si è finalmente arrivati all'acquisto del PC. Ulteriore difficoltà è stata quella di decidere, come presentare questo ausilio al bambino. Ho trovato nella semplice realtà la risposta e cioè mostrarlo come "quaderno". Il bambino ha accettato questo strumento, affascinato dalle caratteristiche ed interessato a saperne di più.

Il progetto si è svolto secondo tempi cadenzati e con periodiche osservazioni sulla risposta comportamentale del bambino e sulle modalità posturali più consone. I periodici incontri con il servizio U.O.N.P.I. del territorio, hanno contribuito a definire un progetto più articolato e mirato.

Nel secondo anno ho iniziato ad allargare l’esperienza in un ottica più ampia, cioè di far intervenire il bambino stesso nella fase produttiva. Ecco che a Windows è stato installato il software applicativo "Voice Assist" prodotto dalla Creative. Il programma, pur presentando alcune limitazioni, è stato accettato dal bambino come strumento alternativo per la scrittura, in quanto permette l’associazione contemporanea tra l’emissione vocale con il riscontro grafico.

Nonostante alcuni problemi fonetici (erre moscia), oltre all’handicap ed alle limitazioni del software, l’effettiva progettazione iniziale non si è realizzata pienamente, e ciò mi ha portato alla decisione di interrompere questa esperienza.

Una delle motivazioni è stata quella dell’uscita sul mercato di un software più potente (gestione di parole intere, maggiori vocaboli, maggior duttilità e semplicità, ecc.), l’altra, pur offrendo una possibilità di autonomia, è data dallo scontro tra la restrizione del programma e le aspettative del bambino.

L’esperienza didattica con l’utilizzo del PC è stata applicata principalmente all’area linguistica e logico-matematica.

L’applicazione ha come caratteristica l’uso delle funzioni del software in ambito di scrittura e lettura, perché hanno diminuito le difficoltà di visione ed associato i primi passi per l’autonomia gestionale (uso di "Voice Assist").

Prossimi progetti

La caratteristica di questa esperienza informatica si distingue nella continuità e nello sviluppo di ricerca di strumenti ancora più idonei alla funzionalità e potenzialità del bambino. Infatti a partire dall’anno scolastico 1995/96 si progetta l’acquisto di "Dragon Dictate", più specifico alle richieste sopra elencate.

Il software in questione offre la possibilità al bambino di dialogare in tempi reali (cioè associare contemporaneamente l’emissione vocale della parola intera con il riscontro grafico), inoltre di adattare le potenzialità del bambino, alle richieste scolastiche.

Conclusione

"L’uomo impara agendo", Piaget sosteneva l’azione come ciò che sottintende il pensiero.

Ma allora se l’uomo impara agendo come può un bambino tetraplegico spastico imparare agendo? Come può imparare ad agire autonomamente se ha bisogno di un'altra persona da cui dipendere? Certamente il computer ed il software vocale non sono la panacea, ma potrebbero dargli la possibilità di agire pensando.

luca

seconda esperienza

Questa esperienza in campo informatico è iniziata con l'anno scolastico 1995/96 con un bambino disabile di sei anni, con diagnosi clinica di ritardo psicomotorio e di linguaggio.

La scelta dell'uso del PC e suoi applicativi si basa sui seguenti obiettivi didattico-educativi: "Comunicare con linguaggio alternativo".

Ciò implica:

· la presentazione di un prodotto di buona qualità;

· autonomia nel prodotto scritto;

· rinforzo motivazionale;

· aumento degli stimoli;

· sviluppo della creatività.

Metodologia

L’esperienza informatica è applicata all'area logico-matematica e linguistica per a produzione grafica delle lettere, sillabe e numeri. Per aumentare i tempi attentivi per sviluppare la comprensione si utilizza il programma applicativo "Teatro Magico" prodotto per Aptiva, come software multimediale che applica contemporaneamente l’aspetto vocale con l'immagine.

L’uso di tale ausilio è inteso e classificato nel software per la comunicazione, pertanto la metodologia prevede di integrare la spiegazione verbale e concreta dell'insegnante con il rinforzo visivo di ciò che il bambino. digita da tastiera e simultaneamente di sostituire la risposta verbale.

La metodologia comprende una fase d’addestramento, per memorizzare la posizione dei tasti (evidenziati), una operativa dove il bambino segue l’indicazione dell’insegnante ed una creativa durante la quale il bambino sceglie di creare una storia ed agisce autonomamente nella composizione (sempre con presenza e controllo dell'adulto). In media si utilizza il PC per 30 minuti al giorno.

Prossimi progetti

Il progetto informatico prevede l’acquisto di un software che permetta la verifica immediata tra ciò che scrive e il suo aspetto fonologico, sempre in prospettiva dell’eliminazione o parziale intervento-mediazione verbale dell’adulto e di conseguenza uno sviluppo e rinforzo dell’autonomia gestionale e sociale.

Conclusioni

Il progetto informatico neonato ha avuto un successo soddisfacente. Il bambino ha manifestato molto interesse nell’uso del computer, anche se non lo considera ancora come strumento comunicativo, comunque l’approccio impostato, con caratteristica ludiforme, stimola le basi per un uso consapevole e naturale.