IPERTESTO E MAPPE CONCETTUALI: un’esperienza in scienze

Anna Maria Lancini - insegnante elementare

Direzione Didattica Bagnolo Mella

Introduzione

Col termine ipertesto viene indicato:

a) un tipo di software, un programma informatico, che offre la possibilità di organizzare le conoscenze non in forma lineare-sequenziale, ma secondo un percorso ramificato ed aperto, che permette di costruire una rete di unità informative e di creare collegamenti tra le diverse informazioni.

b) Con lo stesso termine si intende anche l’opera ipertestuale, il prodotto realizzato per mezzo del computer.

Per evitare confusioni, faccio riferimento alla definizione:

" ... L’ipertesto è un metodo di scrittura non lineare delle conoscenze, che utilizza il calcolatore come mezzo (al posto della carta) per collegare tra loro le componenti di un’opera in una rete... "

L’ipertesto, quindi, permette a chi scrive di rappresentare una conoscenza, creando collegamenti immediati tra informazioni differenti, e a chi legge di spostarsi liberamente tra le informazioni secondo un percorso personale.

In qusto modo ci si avvicina, seppure in modo molto parziale, al procedimento seguito nella costruzione e nell’organizzazione delle conoscenze. Infatti la costruzione del sapere avviene attraverso ramificazioni successive del pensiero e procede per associazioni di idee e concetti. L’ipertesto diventa così un supporto al pensiero e alla comunicazione.

In questa prospettiva l’intervento informatico supera i limiti della linearità e della semplice fruizione, ricercando invece l’obiettivo dell’organizzazione e dell’arricchimento della conoscenza.

Ciò è possibile attraverso il coinvolgimento del bambino nella progettazione della rete di conoscenza e/o di percorsi ramificati. Per fare questo si richiede una fase preliminare all’uso del programma informatico, durante la quale il bambino realizza su carta, attraverso l’uso di mappe associative e/o dichiarative ( vedi progettare per concetti), le relazioni che trasferirà poi nel programma.

Negli ipertesti pensati e realizzati con i ragazzi, l’aspetto importante non è solo il contenuto da trattare, l’opera realizzata, o l’uso del computer ma, dal punto di vista didattico, è il processo che il bambino/autore compie per arrivare a realizzare il prodotto ipertestuale.

Materiale e metodo

Il semplice ipertesto che ho realizzato con il programma " NeoBook" è la traduzione del lavoro svolto e del materiale prodotto su carta e analizzato dai bambini di prima elementare in riferimento ad un concetto fondamentale dell’ambito scientifico : l’ interazione tra esseri viventi e condizioni climatiche.

Il metodo si inserisce all’interno dell’approccio " Progettare per concetti " nel quale le conoscenze del bambino rappresentano il centro attorno al quale ruota l’interazione didattica.

Metodologicamente si sono seguite le seguenti fasi:

1) Ho chiesto ad ogni bambino di disegnare tutto ciò che veniva in mente pensando al freddo. Ciò per evidenziare la personale dichiarativa del concetto.

2) Attraverso la comunicazione si sono confrontate le diverse conoscenze già possedute, pervenendo alla costruzione della mappa collettiva di classe.

Ciò ha permesso di raggruppare simili rappresentazioni sotto un’unica etichetta e di creare semplici collegamenti tra le informazioni.

Già a questo punto è emerso che:

- i bambini possedevano già conoscenze sul concetto di FREDDO, chi in modo semplice e chi con una struttura concettuale già ben ramificata;

- la comunicazione delle conoscenze individuali e la costruzione su cartellone della mappa collettiva ha permesso di visualizzare una prima ramificazione delle conoscenze ( le pagine principali dell’ipertesto).

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FREDDO

 

 

3) Il lavoro successivo è consistito nell’organizzare ulteriormente le conoscenze e nell’ampliare la rete concettuale con altre informazioni (le pagine di approfondimento dell’ipertesto).

 

4) Alla fine del lavoro la mappa concettuale che ne è uscita era molto più strutturata divenendo patrimonio comune della classe (prima pagina dell’ipertesto realizzato).

Conclusioni

a) Il lavoro si è rivelato positivo perché ha sviluppato nei bambini il livello di consapevolezza delle conoscenze possedute.

b) La progettazione iniziale ha costretto i bambini a trovare dei criteri concettuali organizzativi delle conoscenze e dei percorsi per "navigare" all’interno di esse.

c) Il prodotto informatico realizzato con il software "NeoBook" ha consentito di essere come una memoria organizzativa, non solo verbale ma anche visiva, rispetto al già conosciuto e una rete all’interno della quale inserire altre conoscenze.

d) I bambini in difficoltà sono stati aiutati nel processo organizzativo del sapere.

Bibliografia

Argenton,Messina (1990) " Concettualizzazione e istruzione" Mulino, Bologna

De Beni (1994) " Costruire l’apprendimento " La Scuola, Brescia

Novak-Gowin (1994) " Imparando ad imparare " SEI, Torino

Pontecorvo (1991) "Discutendo s’impara " NIS, Roma

C. Cangià "Tecnologia con fantasia" in Vita Scolastica n 11, febbraio 1996

Università Cattolica, Brescia - Corso sull’uso di strumenti software ipertestuali - marzo aprile 1995

L. Tway "Multimedialità: come costruire un’applicazione" Tecniche Nuove

Software e Manuale " NeoBook" Systems Comunicazioni, Milano