UN MARE DI POESIE.
Ins. G. Berna, S. Filotico, M.T. Simoni
Scuola Elementare "Olivelli" Salò (Bs)
"PROGETTO STRANIERI"
Nell'ambito del "Progetto Stranieri" nella classe IV B è stato attuato un laboratorio di animazione con l'obiettivo di far star bene i bambini fra di loro valorizzando le capacità dei singoli. Naturalmente tale obiettivo si è perseguito con maggiore intensità per l'alunna D.F. che nel precedente anno scolastico aveva presentato notevoli problemi ad integrarsi con il nuovo gruppo classe dal quale era stato peraltro accettata con non poche difficoltà. Le attività di laboratorio, proprio per lo scopo che si prefiggevano hanno avuto generalmente uno scopo ludico e sono state collocate al venerdì, dalle 10,40 alle 12,30. Il progetto iniziale prevedeva una flessibilità dell'orario per dare la possibilità ai singoli insegnanti del modulo di intervenire con attività mirate, ma ciò non si e' di fatto realizzato, in quanto non se ne e' avuta a possibilità all'interno di un procedimento che in realtà ha avuto, verso la fine, tempi un po' stretti ed "affannosi".
PERCORSO:
Obiettivi
- INTERAGIRE CON I COMPAGNI
- UTILIZZARE IL CORPO PER ESPRIMERE VISSUTI REALI ED IMMAGINARI
- VERBALIZZARE VISSUTI
GIOCO DEL MARE
Materiale: un lenzuolo azzurro.
I FASE: I bambini divisi in due gruppi, a turno si mettono sotto il lenzuolo immaginando di essere qualcosa che sta nel mare o sul fondo (oggetti/animali). Il gruppo che "sta sotto" anima il lenzuolo secondo alcune conseguenze date dall'insegnante che conduce il gioco.(calma-onde-tempesta ......)
II FASE: Ogni bambino mima per i compagni ciò ha immaginato di essere : i compagni devono indovinare chi è o cos'è.
III FASE: Riuniti in cerchio, i bambini esprimono le sensazioni provate (ero freddo/caldo/pesante..... potevo..../non potevo.....mi sembrava di.....)
IV FASE: I bambini disegnano gli oggetti e gli animali con cui si sono identificati e si realizza un cartellone con disegni e brevi didascalie (ero un pesce che nuotava libero e mi divertivo a......)
V FASE: I bambini giocano a diventare qualcosa che sta sopra il mare seguendo in linea di massima il percorso precedentemente utilizzato.
VI FASE: Ogni bambino/personaggio racconta agli altri la propria storia (io sono.....mi piace.......non mi piace...... faccio........sono qui perché).
VII FASE: I bambini si aggregano spontaneamente in coppie o gruppetti per "intrecciare" le proprie storie e raccontarle agli altri.
** Le storie delle fasi VI e VII sono state registrate su audio cassetta in modo che i bambini potessero risentirsi e commentare.
GIOCO DEI RUMORI DEL MARE
OBIETTIVI: -interagire con i compagni
-riflettere sulle possibilità sonore dei diversi materiali e saperle utilizzare
-riconoscere, rivivere, saper esprimere sensazioni\emozioni
-utilizzare il corpo per esprimersi\comunicare
I FASE: i bambini cercano in classe o in altri ambienti oggetti o materiali che secondo loro diano la possibilità di riprodurre rumori e suoni dell'ambiente marino (si costruiscono anche semplici strumenti musicali).
II FASE: ogni bambino o coppia di bambini produce rumori e suoni; i compagni esprimono le sensazioni provate e dicono a cosa hanno pensato.
III FASE: i bambini si riuniscono in piccoli gruppi e creano semplici "partiture", con materiali, oggetti, strumenti.
IV FASE: ogni gruppo esegue le proprie partiture; i compagni intervengono con suggerimenti e commenti esprimendo impressioni e sensazioni.
V FASE: vengono riascoltati i rumori\suoni e le partiture incise, in precedenza, su un nastro ed i bambini immaginano le situazioni nelle quali tali sonorità possono fare da colonna sonora.
VI FASE: le situazioni immaginate vengono rappresentate con il mimo.
IL BAULE DEL TESORO
OBIETTIVI: -interagire con il gruppo\classe
-recuperare dal proprio "archivio della memoria", secondo le modalità individuali, ricordi,
sensazioni, emozioni
-utilizzare le parole chiave trovate in maniera creativa
I FASE: ogni bambino scrive su dei cartoncini parole o frasi che nominino sensazioni\ situazioni\ oggetti\ animali\ persone.. scelti tra quelli immaginati o ricordati durante il gioco precedente .I cartoncini vengono, poi, depositati nel "BAULE DEL TESORO"
II FASE: i bambini si dividono in coppie e pescano dal baule alcuni cartoncini e li utilizzano per un gioco del domino; si deposita un cartoncino sul pavimento e chi ( per associazione o altro) vuole, ne può depositare accanto al precedente un altro accanto, giustificandone l'accostamento.
III FASE: Si utilizzano i cartoncini, pescati casualmente dal "BAULE DEL TESORO", per comporre testi poetici collettivi accostandoli tra loro ed integrandoli con idonee parole scritte al fine di effettuare collegamenti congruenti .All'inizio del gioco un cartoncino viene scelto come titolo\stimolo.
IV FASE: Divisi in coppie i bambini compongono testi poetici seguendo lo stesso percorso utilizzato per la composizione collettiva.
V FASE: Le composizioni vengono lette e mimate, quindi registrate su audiocassetta.
VI FASE: Si realizza un libro nel quale sono raccolte tutte le poesie composte dai bambini e ciascuna poesia viene illustrata utilizzando tecniche e materiali diversi. Le poesie, con l'aiuto di bambini di altre classi (per guadagnar tempo e favorire l'uso del programma di video scrittura, rivelatosi molto utile per i bambini con difficoltà ortografiche e per sviluppare la capacità di auto correzione, vengono inserite in memoria nel computer e viene realizzato, con il supporto tecnico ed organizzativo di editori competenti, un libro contenente tutti i testi ed i disegni dei bambini (trattati con lo scanner e stampante laser a colori).
"IL GIOCO DEL TEATRO"
OBIETTIVI:
-interagire con i compagni
-utilizzare il corpo per raccontare ed esprimere vissuti
-saper progettare, da solo e nel gruppo, dialoghi, sfondi, sceneggiature, scenografie, colonne sonore
-capacità di decentrarsi e di assumere il punto di vista altrui modificando il proprio
-saper aiutare i compagni in difficoltà valorizzando le competenze di ciascuno (metodologia dell'aiuto reciproco)
-riflettere, mentre si sviluppa un progetto, sulle difficoltà e sulle potenzialità proprie, altrui e del gruppo e trovare soluzioni pertinenti ai problemi che via via s'incontrano
-saper prevedere possibili modifiche ad una situazione e sviluppi di un progetto.
I FASE: Riuniti in cerchio i bambini cominciano a fare proposte su un gioco di rappresentazione che comprenda la possibilità di leggere ad altri le proprie poesie
II FASE: Si delineano personaggi\eventi\luoghi della storia da rappresentare.
III FASE: Si prepara il copione
IV FASE: Si scelgono interpreti, costumi, musiche, scenari sfondi......
V FASE: Si rappresenta la storia
NOTE: Il percorso di animazione nonostante alcuni momenti in cui i tempi si sono, forse, un po' dilatati, è stato seguito con entusiasmo dai bambini e si può dire che gli obiettivi che ci eravamo proposte sono stati raggiunti.
METODOLOGIA: Ogni fase del percorso è stata preceduta ed integrata da momenti di discussione in cui i bambini erano liberi di proporre, commentare, chiedere......Molta importanza è stata data alla documentazione: ogni bambino aveva la propria cartelletta dentro la quale archiviare i documenti ed i lavori prodotti durante il percorso\gioco. L'armadio della classe serviva come archivio dei lavori di gruppo. Come già detto la documentazione per i genitori e per i docenti è stata curata dal docente distaccato e da un gruppetto di genitori esperti in informatica e nel montaggio di video.
P.S.: a causa dei tempi stretti stretti ed un po' affannosi già citati, con l'accordo degli alunni, la "rappresentazione pubblica" della storia ideata verrà realizzata all'inizio del prossimo anno scolastico per permettere ai bambini ed agli insegnanti animatori una maggior sicurezza nello sviluppo e gestione del lavoro e dello spettacolo.
COME E' NATA L'ESPERIENZA E LA SUA EVOLUZIONE METODOLOGICA ED ORGANIZZATIVA
IL CONTESTO COME PROBLEMA \ RISORSA
Le scuole del territorio gardesano si ritrovano ad operare in un contesto molto vario ed ad articolato, caratterizzato da un elevato livello di complessità. Inoltre la società contemporanea fa delle richieste alla scuola che pongono la stessa di fronte a sfide drammatiche e nello stesso tempo esaltanti:
1) dare risposte ai bisogni inespressi di un'infanzia sempre più rinchiusa nel privato;
2) fare in modo che la scuola ,in un'ottica sistemica entri a far parte, a pieno titolo di un sistema formativo efficiente ed integrato, in un'ottica di continuità e contiguità verticale ed orizzontali;
3) una forte presenza di alunni stranieri provenienti dai paesi più disparati ed ospiti dell'istituto C.R.I. di Salò con culture, lingue, abitudini, storie complesse e diverse. Tale situazione è resa ancora più complessa dai continui arrivi in corso d'anno;
4) una diffusa situazione di svantaggio socio-culturale legata alla struttura del territorio;
5) la difficoltà da parte dei servizi sociali e dell'USSL a fornire supporti e risorse umane e materiali. Tali problemi hanno costituito, per il plesso una risorsa, che ha attivato la creatività dei docenti mettendoli in condizione di costruire il progetto per l'integrazione degli alunni stranieri che è sfociato nell'esperienza che qui presentiamo (tale esperienza costituisce un segmento di tutto il lavoro e del progetto ed è destinata a proseguire nel tempo). Un altro aspetto che ci preme sottolineare e che è strettamente connesso alle scelte metodologiche è quello relativo alla prevenzione dell'insuccesso scolastico legato anche ai seguenti tre fattori che sotto sintetizziamo così:
a)- differenze tra codici e sistemi simbolici adoperati nella scuola e quelli adoperati dai bambini nel loro contesto di esperienze extra scolastiche
b)- diversità di procedure e gestione mentale tra chi insegna e chi impara
c)- difficoltà, da parte degli alunni, a riutilizzare gli apprendimenti integrandoli con le proprie esperienze e con la propria identità; ciò sia in ambito scolastico che extra-scolastico
Ciò ha posto almeno due ulteriori problemi che si innestavano su quelli già evidenziati in precedenza:
* come superare la polarità\dicotomia tra un soggetto che apprende secondo modalità\ storia\ cultura\ stili\ linguaggi personali e mediante azioni mentali gestite individualmente ed una scuola che insegna proponendosi di uniformare e generalizzare le opportunità e le acquisizioni culturali;
* come osservare, riconoscere e gestire le differenze al fine di far sentire ciascuno (adulto e bambino) "una voce che conta".
ALCUNE SOLUZIONI ORGANIZZATIVE ATTIVATE:
1- intendere il sistema scolastico non come apparato a blocchi rigidi, fissati preventivamente, ma come un sistema che persegue l'ottimizzazione dei risultati attraverso un continuo feedback ed una verifica, in un clima di coeducazione d di codeterminazione, degli esiti\prodotti\processi. Sostanzialmente si tratta, come afferma A. Canevaro di intendere i bambini non più come "norma" ma come " diversità"
2- attivare delle modalità di utilizzo\organizzazione degli spazi, dei tempi, delle risorse che consentano una "VICINANZA" al vissuto, al mondo, alla corporeità, alla storia delle bambine e dei bambini:
3- valorizzare "L'ERRORE" come potenzialità ed occasione per l'apprendimento e per la gestione dei conflitti e delle dissonanze cognitive
4- collocare stimoli e proposte in contesti diversi di apprendimento, in maniera da consentire la gestione di diversi linguaggi secondo stili e modalità di gestione mentale personali (RIDONDANZA)
5- Riflettere attraverso una "FORMAZIONE" comune su : -stili di insegnamento -complessità -collegialità -osservazione -regia educativa -mediazione didattica -organizzazione.
ALCUNE SOLUZIONI METODOLOGICHE ATTIVATE
(V. LUCIDI)
- LA METODOLOGIA DELLA RICERCA-AZIONE
- LA PEDAGOGIA ISTITUZIONALE
- LA DRAMMATIZZAZIONE
- IL GIOCO SIMBOLICO
- LA PEDAGOGIA NARRATIVA
- LA FIABA
- LA DOCUMENTAZIONE INTESA COME RISORSA
LA DRAMMATIZZAZIONE: è risultato utile ed aderente alle richieste\bisogni degli alunni il ricorso a tale tecnica in quanto essa ha consentito ai bambini di esprimersi attraverso il linguaggio dei gesti e l'organizzazione spazio\temporale ed inoltre ha favorito la circolarità della comunicazione e l'interazione\ riconoscimento tra soggetti. I bambini hanno intessuto su uno sfondo a volte reale a volte fantastico, storie situazioni, inventato azioni, personaggi scenari. Un intreccio di interazioni verbali, di gesti, di sguardi ,che con il supporto di materiali ed oggetti ha creato nuove storie, riadattato fiabe, scritto racconti e poesie come nell'esperienza che qui presentiamo e che è nata dal viaggio e dall'incontro con un personaggio reale :lo skipper Ettore che durante una regata transoceanica ci ha inviato messaggi ed input per la ricerca e lo studio di tematiche relative alle parole "VIAGGIO E MARE". Da quest'ultima parola, secondo l'itinerario che qui illustriamo è nata l'esperienza del libro di poesie e del gioco teatrale che poi è stata documentata e ricostruita, per "L'ARCHIVIO DELLA MEMORIA", al computer da bambini (per la trascrizione dei testi poetici e da genitori esperti (per la riorganizzazione del percorso e la veste grafica ed informatica).
IL GIOCO SIMBOLICO: il gioco in cui i bambini fingevano di vivere una situazione attraverso anche l'uso dei materiali psicomotori o poveri più disparati che via via diventavano altri oggetti o situazioni; oggetti e corpo divenivano un tutt'uno in un contesto liberatorio in una trama\gioco di racconti e storie che creavano nuovi significativi contesti. Queste due esperienze, ci sembra importante la sottolineatura, non possono essere relegate in momenti puramente ludici, ma vanno ad essere contestualizzate in un "INTENZIONALE" processo educativo-didattico poiché eccezionali "MEDIATORI DIDATTICI" dell'apprendimento, in particolar modo per i bambini con handicaps o in difficoltà; essi infatti facilitano la comprensione e sono fortemente utili per la "MOTIVAZIONE" consentendo a tutti i bambini di esprimersi e soddisfare i propri interessi e bisogni.
LA FIABA: Le fiabe popolari, in tutto il mondo, esprimono molti problemi che quotidianamente i bambini e gli adulti affrontano, ad un livello che però non è manifesto ma che si va esplicando in un gioco di realtà\fantasia che consente al bambino di superare senza paure le situazioni ansiogene in un gioco di continuo riconoscere\riconoscersi (v. gli studi di B.Bettelheim in merito). La semplificazione tra personaggi buoni e cattivi e la schematicità delle situazioni (v. Propp) consente al bambino l'attivazione di processi di identificazione che aiutano a superare l'ansia di "andare incontro al mondo". Spesso noi adulti, noi operatori scolastici non riusciamo a trovare la chiave di volta per capire le storie i bisogni, i linguaggi dei bambini e soprattutto dei bambini in difficoltà. Le fiabe, spesso, ci aiutano ad incontrare e riconoscere queste storie e farle incontrare con il mondo.
LA DOCUMENTAZIONE COME RISORSA: è risultato utile e necessario documentare gli itinerari\percorsi per creare un archivio della memoria che consentisse ai bambini di ri-costruire le esperienze\vissuti: ai genitori di comprendere le ragioni e l'utilità dei percorsi e di sentirsi una risorsa per il plesso; ai docenti di ri-costruire e riverificare i percorsi metodologico didattici anche per non ripartire da zero.
DOCUMENTARE, NEL SENSO DI RACCOGLIERE TUTTI I MATERIALI SIGNIFICATIVI E PERTINENTI, è risultato utile per:
-confrontare esperienze
-individuare caratteri salienti di una esperienza ed i problemi connessi
-evidenziare processi ed esiti
-allargare gli spazi comunicativi
-non ripartire da zero
Rispetto al PERCHE' documentare possiamo ,sinteticamente affermare che ci è stato utile per diversi motivi:
-per non perdere la memoria di un'esperienza\storia vissuta,
-per ripercorrere criticamente un percorso educativo
-per non svalutare esperienze e potenziali individuali di ciascun bambino
-per abituarci a "metterci d a un altro punto di vista"
-per organizzare un "viaggio" che continui e che dia significatività all'esperienza del bambino nel suo viaggio all'interno del mondo della scuola.
-per consentire ai docenti di avere una "lingua pedagogica madre" il più possibile omogenea
-per evitare che ci siano "BAMBINI CHE SI PERDONO NEL BOSCO"
-PER RENDERE CONSAPEVOLI E PARTECIPI I GENITORI DEL PROGETTO FACENDOLI DIVENTARE UNA RISORSA PER LA DOCUMENTAZIONE IN AIUTO DEI DOCENTI ATTRAVERSO LA VALORIIZZAZIONE DELLE COMPETENZE E L'AIUTO RECIPROCO.
Certamente per riuscire a far tutto questo è utile\necessario :
-definire i bisogni espressi ed inespressi di chi produce la documentazione e di chi ne deve usufruire
-definire gli obiettivi del lavoro di documentazione secondo i criteri di chiarezza,flessibilità,aderenza al contesto
-partire da obiettivi chiari e minimi ben definiti per passare poi ad obiettivi di ampio respiro
-arrivare a costruire strumenti e modelli di documentazione condivisi con adulti e bambini il più possibile condivisi ed interagenti tra loro ma che possano essere utilizzati in maniera modulare ed autosufficiente.