PAROLE GIOCATE: UN SOFTWARE PER L'APPRENDIMENTO DELLA LETTURA E DELLA SCRITTURA
P. Gibellini, L. Rossi, D. Cristini, P. Pezzotti, D. Pezzotti
Sol.Co. Brescia Consorzio di Cooperative Sociali
Il Germoglio Cooperativa Sociale (Iseo)
RIASSUNTO
"PAROLE GIOCATE" è un software didattico progettato e prodotto dal Sol.Co. Brescia; è dedicato all'apprendimento della letture e della scrittura secondo il METODO GLOBALE.
Il programma di ispira ad alcuni criteri fondamentali sostenuti ed approfonditi in Belgio da Gaston Mialaret, psicopedagogista tra i più autorevoli ed energico sostenitore di un approccio scientifico sperimentale ai problemi educativi ed in particolare nell'affrontare il complesso argomento dell'insegnamento e dell'apprendimento della lettura e della scrittura.
PAROLE CHIAVE
Sincretismo, Metodo Globale, Vissuto, Frase, Racconto, Domino.
1. INTRODUZIONE
Il Sol.Co. Brescia è un Consorzio di Cooperative Sociali che si costituisce a Brescia nel 1984 e che oggi in provincia conta su un gruppo di n. 62 Cooperative socie; il Consorzio Sol.Co. Brescia ha come fine statutario la promozione della cooperazione sociale, la ricerca e la formazione in campo sociale, lo sviluppo e l'innovazione nell'ambito degli interventi sociali e la creazione di imprese che favoriscono e promuovono l'occupazione stabile di soggetti svantaggiati.
L'esperienza del Consorzio Sol.Co. Brescia nel settore informatica ha trovato avvio nella volontà comune delle Cooperative consociate di utilizzare strumentazione hardware e software per favorire la costituzione, la nascita e lo sviluppo di imprese Cooperative che si impegnassero attraverso il lavoro a favorire l'occupazione di soggetti handicappati.
Il mondo dell'informatica ci è sembrato e si è dimostrato un utile strumento per far crescere l'occupazione e favorire la qualificazione professionale di chi per molti anni è stato spesso messo ai margini del mondo del lavoro.
Dall'idea di utilizzare l'informatica come strumento di lavoro si è passati all'idea che hardware e software potessero essere un utile strumento per intervenire anche in campo educativo e riabilitativo. I Centri Socio Educativi, gestiti da alcune delle Cooperative nostre consociate, si sono occupati di condurre l'intervento educativo su soggetti handicappati gravi e gravissimi attraverso l'uso di strumentazione software da noi progettata, sviluppata e aggiornata nel tempo.
In questi anni di lavoro abbiamo elaborato e sperimentato il software PAROLE GIOCATE attraverso il quale il nostro staff (con il supporto e il lavoro di alcune Cooperative socie: "Il Germoglio" e "La Sorgente") ha progettato e condotto interventi di apprendimento della lettura e della scrittura su soggetti handicappati gravi che, nella scuola dell'obbligo, non avevano imparato a leggere e a scrivere.
E' questa la parte di lavoro che intendiamo presentarVi in dettaglio: il modello di intervento condotto, la metodologia applicata, la strumentazione software progettata e utilizzata, che abbiamo chiamato PAROLE GIOCATE.
2. IL METODO GLOBALE
Prima di presentare la struttura dello strumento informatico esponiamo alcune considerazioni che valorizzano il nostro percorso sperimentale avviato e realizzato in alcuni Centri Socio Educativi - C.S.E. (per soggetti portatori di handicap grave) della provincia di Brescia.
Inoltre riteniamo opportuno riportare e analizzare alcuni concetti di base del metodo globale che utilizza il linguaggio scritto nella sua integrità e dà priorità al senso prima che alla forma.
Il programma proposto, specifico per l'apprendimento del leggere e dello scrivere, si avvale di alcune nostre considerazioni che ci sono sembrate valide per giustificare la scelta del metodo globale anche in situazioni di handicap grave.
Le persone che non sanno leggere e scrivere sono emarginate dalla vita comune e normale; sono soggette ad un'alta dipendenza, non hanno libertà di movimento, sono private della possibilità di partecipare alla vita del mondo, anche se la televisione supplisce con le immagini, sono escluse categoricamente dal mondo del lavoro.
Per i soggetti dei C.S.E. si evidenzia sempre la necessità di "mantenere" le acquisizioni scolastiche. Il tentativo degli educatori e dei responsabili metodologici dei Centri è costantemente rivolto ad offrire, tra le molte attività proposte alcune opportunità di consolidamento scolastico che garantiscano, ai soggetti portatori di handicap grave, il mantenimento di ciò che è stato appreso durante la scuola dell'obbligo.
Molti soggetti dei C.S.E. hanno sviluppato buone abilità di comunicazione verbale (dei propri vissuti), sono in grado di leggere la realtà, di muoversi nello spazio, di comprendere i comandi, sanno riprodurre simbolicamente, sanno eseguire lavori manuali in più sequenze; tutto ciò evidenzia capacità intellettive di discriminazione e di collegamento. Gli stessi soggetti non hanno appreso a leggere e scrivere durante la scuola dell'obbligo: nella totalità dei casi analizzati si è rilevato che era sempre stato usato il metodo sillabico.
L'età mentale per l'apprendimento della lettura oscilla fra i 5 e i 7 anni: molti soggetti dei C.S.E. possiedono e superano questa età mentale senza per altro aver raggiunto un adeguato apprendimento della lettura.
Le considerazioni esposte hanno orientato la nostra scelta verso il metodo globale in quanto riteniamo possieda valenze coinvolgenti molto più elevate rispetto ai metodi sillabici e inoltre si base fondamentalmente sulla vita del soggetto fin dalle battute d'avvio; i soggetti descrivono e approfondiscono i loro vissuti, raccontano i loro pensieri, giocano con le parole per giungere, in un tempo più o meno lungo, secondo le personali capacità intellettive, alla comprensione e alla composizione del pensiero scritto; la persona che si appresta ad apprendere è essa stessa artefice del proprio sapere, ha la possibilità di costruire da sé ciò che apprende attraverso intuizioni e correlazioni intellettive che la coinvolgono direttamente ed efficacemente.
La sequenza logica d'avvio consiste nel far emergere una situazione vissuta, un'emozione provata o l'osservazione della realtà, attraverso la conversazione di gruppo; in un secondo momento compare la verbalizzazione attraverso il linguaggio orale e successivamente attraverso il linguaggio scritto: è questo un momento veramente importate per arricchire l'acquisizione del linguaggio orale, per arricchire i mezzi di espressione e di comunicazione; in questa fase è essenziale l'intervento dell'educatore che può aiutare i soggetti in difficoltà a leggere i propri vissuti e ad individuare il modo migliore per esprimerli.
"Ciò che è stato pronunciato per esprimere le scoperte, le gioie, le emozioni, dà luogo a piccole frasi che (il maestro per i bambini) l'educatore per i soggetti del C.S.E. scrive sotto gli occhi di tutti..."
Le prime frasi rivestono un valore di iniziazione "ad un mezzo di comunicazione a distanza che permette di fare sapere ad altri ciò che abbiamo osservato o detto".
Il processo di analisi successiva dei geroglifici indistinti prende avvio dal "riconoscimento" della frase scritta in quanto legata alla situazione vissuta: deve esistere uno stretto legame tra "significato e significante" che permette la proposta di innumerevoli giochi (vedi "riproduzione frase") volti alla composizione e alla scomposizione della frase per evidenziare parole intere o parti di esse.
Il soggetto coinvolto nell'apprendimento ritiene le frasi perchè esprimono un fatto conosciuto, un fatto concreto in rapporto con i suoi interessi; ritiene le frasi per una tipica modalità percettiva di tipo sincretico che si manifesta in presenza del nuovo e che corrisponde alla globalizzazione: da una percezione d'insieme, priva di particolari, generica e indistinta, si passa successivamente all'analisi e all'esame dei particolari.
I seguenti schemi riproducono il percorso da seguire:
situazione vissuta
emozione provata
osservazione della realtà
traduzione attraverso il linguaggio orale
situazione
espressione orale
espressione scritta
riconoscimento
lettura
3. ITINERARIO DIDATTICO
Il programma informatico "Parole Giocate" percorre un iter didattico tratto dal metodo globale, approfondito in Belgio dal Mialaret;
il nostro software riproduce liberamente le tappe fondamentali del metodo, ma l'accesso al computer è necessariamente preceduto da una fase propedeutica. Questa fase si deve svolgere in gruppo di almeno tre o quattro soggetti, che garantiscono l'ascolto, il confronto, lo scambio di esperienze e permettono la nascita del "materiale didattico"; in questo modo è possibile avere a disposizione le esperienze vissute da elaborare in frasi scritte, veramente coinvolgenti ed efficaci per l'apprendimento.
La prima fase di lavoro, deve essere attuata a tavolino, in modo dinamico e didatticamente stimolante (conversazioni, disegni, mimica, modellaggio) tale da provocare l'emergere di significativi vissuti che si esprimono in un corretto linguaggio orale e successivamente nel linguaggio scritto di una breve frase. E' questa la fase o tappa che prepara le acquisizioni globali e propone la prima "lettura" espressiva per riconoscimento e ricorso di una situazione correlata. L'educatore trascrive alla lavagna, su un grande foglio bianco o su una striscia di cartoncino esposta in parete (alta circa 15 cm.) la frase elaborata e, molto lentamente, legge le parole indicandole una per una: invita poi i soggetti del piccolo gruppo coinvolto a pronunciare e leggere a loro volta le stesse parole per alcune volte. Da questo momento in avanti inizia la fase delle acquisizioni globali e dell'utilizzo del materiale acquisito; superando la registrazione visiva si stimola il riconoscimento delle parole anche separate dall'intero testo; si stimola la memorizzazione favorita da alcuni dettagli formali che accompagnano, comunque e sempre, la comprensione, garantita dal lavoro precedente di situazione vissuta.
Successivamente ogni frase, concordata con il gruppo, viene sottoposta ad una serie di giochi di composizione e scomposizione per l'avvio alla memorizzazione, al riconoscimento e all'analisi della frase stessa.
A titolo esemplificativo descriviamo il gioco del puzzle:
l'educatore prepara numerose striscioline di cartoncino, simili a quelle esposte in parete ma molto più piccole (alte cm. 3 circa), sulle quali riproduce la frase scelta scritta in stampato maiuscolo; si possono usare alcuni accorgimenti di differenziazione per la stessa frase, colori diversi di scrittura (rosso, blu, verde) e altezze e dimensioni di carattere diverse dello stampato.
Ogni soggetto riceverà alcune striscioline, le osserverà liberamente e ricordando la situazione (è fondamentale l'intervento dell'educatore) passerà al riconoscimento e alla lettura della frase.
Dopo varie prove ogni soggetto separa le parole della frase una dall'altra con una barra verticale e successivamente con un paio di forbici taglierà lungo la barra ottenendo parole distinte e sparpagliate: il divertimento è assicurato!! Anche i portatori di handicap, come i bambini nella scuola, forse sentono di dominare le parole, di averle in pugno e non se ne sentono oppressi.
Le tessere del puzzle, mescolate sul tavolo, verranno riconosciute e posizionate per la ricomposizione, secondo dimensione e colore, della frase iniziale.
Il divertimento, la memorizzazione e l'apprendimento continuano con il gioco del puzzle vivente attraverso tessere (parole) più grandi che ogni soggetto mostrerà agli altri del gruppo ed uno di essi ricomporrà nuovamente la frase concordata spostando opportunamente i bambini tessera.
Riportiamo di seguito alcune frasi elaborate dai ragazzi di Marone (vedi paragrafo 5) con la rappresentazione grafica del puzzle vivente:
Sono in via di preparazione altri giochi (leggo e scrivo, filo teso) da inserire nel software.
4. ITINERARIO DIDATTICO DEL PROGRAMMA
L'accesso al computer e l'avvio del software "Parole Giocate" avviene contemporaneamente alla frase dei giochi di riconoscimento di memorizzazione attraverso i seguenti moduli:
riprodurre la frase o le frasi
scoppia
analisi frase: i domino
archiviazione generale
Riprodurre la frase o le frasi:
Nella parte alta del video, appare una stringa vuota, nella quale l'educatore scrive la frase elaborata; il soggetto la osserva attentamente, la legge per riconoscimento dell'esperienza vissuta.
La frase scompare e il soggetto le riscrive cercando di ricordarla. Successivamente la confronta con il modello rilevando la parti mancanti o diverse.
L'esercizio può essere ripetuto più volte per giungere alla scrittura corretta "per memoria" e non "per copiatura".
L'esatta riproduzione della frase deve essere raggiunta il più presto possibile.
A questo proposito è opportuno sottolineare che le frasi di lavoro possono essere contemporaneamente e richiedono un'applicazione quasi giornaliera.
Scoppia:
Si presenta come un gioco di puzzle: nella parte alta del video, appare la frase scelta scritta in colore, in formato stampato grande.
Con invio, la frase scoppia: si divide nella varie parole che si disperdono a caso sul video; il soggetto, attraverso l'uso delle frecce direzionali, muove la "rana" (cursore), si posiziona su una parola: con invio, automaticamente, la stessa parola appare nella parte inferiore del video; si riparte con la rana per la parola successiva.
Il procedimento si interrompe solo se la frase non è esattamente ricomposta. Ogni interruzione corrisponde ad un nuovo scoppio che provoca una diversa dispersione. Il gioco continua fino all'esatta composizione della frase scelta.
Analisi frase: i domino
In questo modulo analizziamo le parti simili delle parole (es.: sigaretta - assi) che non necessariamente sono sillabe; evidenziata la frase per intero, e digitando il domino individuato, esso si posiziona al centro riga in modo ben marcato.
Scrivendo le parole che contengono il domino scelto, quest'ultimo lampeggia sia nella parola digitata che nella frase che lo contiene.
Testi:
E' questo un modulo di libero accesso, da usare quando l'apprendimento è già abbastanza avviato e i soggetti coinvolti sono in grado di comporre testi più completi, composti da più frasi (sempre legate ad esperienze vissute). Il testo può essere digitato, in prima stesura dall'educatore: il soggetto in difficoltà "leggendolo" ricerca domino e parole ormai note.
Archiviazione:
Il programma crea una scheda nominale per ogni soggetto, all'interno della quale sono archiviate le generalità personali e le varie prove procedurali.
Pertanto si archiviano: le varie frasi elaborate e le relative prove di riproduzione; i domino relativi alle parole e alle frasi; i testi inseriti.
Le prove registrate, in archivi distinti, possono essere riutilizzate ogni qual volta se ne rilevi la necessità.
5. ESPERIENZA DI UN CENTRO SOCIO EDUCATIVO (C.S.E.)
G.P. è un uomo di 40 anni che frequenta il C.S.E., in provincia di Brescia, sul Lago di Iseo, da quando si è costituita la Cooperativa "Il Germoglio".
G.P. è gravemente compromesso nella deambulazione, non parla ma si esprime a gesti e vocalizzi abbastanza incomprensibili per chi non lo conosce: dopo i primi approcci emerge la vivace intelligenza del soggetto.
Gli occhi di G.P., luminosi e assai mobili, esprimono la voglia di vivere e di essere partecipe di tutto ciò che avviene attorno a lui. Inserito nel gruppo della sperimentazione informatica, fin dalle prime prove, ha rivelato particolari doti di espressione, di meticolosità e di precisione; i suoi movimenti sulla tastiera sono disinvolti e sempre consapevoli: pur non sapendo leggere memorizza con molta facilità i comandi dei programmi proposti, produce lavori molto gradevoli e significativi.
Si è pensato di arricchire la sua possibilità di autonomia culturale, offrendogli l'opportunità di entrare nel mondo delle parole scritte.
Sono stati scelti alcuni compagni del Centro, M. down, A. idrocefala, G. ritardato mentale, ed il piccolo gruppo si è avviato verso una nuova avventura: si è deciso di presentare il tutto come un gioco per allontanare il più possibile gli eventuali ricorsi di insuccessi scolastici.
Si è avviato un percorso didattico, pieno di vivacità e di entusiasmo che ha prodotto, in alcuni mesi di lavoro, l'espressione di molti vissuti e la conseguente composizione di frasi per definirli.
Ogni soggetto del piccolo gruppo possiede ormai un patrimonio di parole conosciute che riconoscono in ogni ambito; purtroppo il tempo da dedicare alle attività di PAROLE GIOCATE è condizionato dalle necessità logistiche del Centro ed è abbastanza limitato; siamo convinti che con una applicazione più costante si potrebbero raggiungere anche risultati più consistenti.
G.P. e i suoi amici potrebbero divenire autonomi nella lettura e nella scrittura.
Mialaret G., L'apprendimento della lettura, Armando Editore, pag. 89.
Mialaret G., op.citata pag. 90
Mialaret G. op. citata