PREMESSA
GLI INTERVENTI PREVISTI:
INTERVENTI NELL’AREA MINORI – GIOVANI - CENTRO DI COSTO 29000

INTERVENTI NELL’AREA ANZIANI – CENTRO DI COSTO 30000

INTERVENTI NELL’AREA HANDICAP - CENTRO DI COSTO 31000

ASSISTENZA E SERVIZI DIVERSI ALLA PERSONA - CENTRO DI COSTO 32000

 

Il quadro istituzionale e normativo di riferimento, analogamente al precedente PSA comunale è alquanto confuso e incompleto. Nel triennio sono state approvate (e anche più volte modificate) numerose leggi, sia a carattere nazionale che a carattere regionale.

L’assetto istituzionale ha subito una consistente evoluzione nella definizione delle competenze con il D.Lvo 31.03.1998, n. 112, "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dallo Stato alle Regioni e agli enti locali", poi definito con la legge regionale 05.01.2000, n.1, di riordino del sistema delle autonomie in Lombardia.

In particolare l’art. 4 della legge 1/2000 stabilisce quale obiettivo dei servizi sociali "prevenire, rimuovere, ovvero ridurre gli effetti delle situazioni di disagio derivanti da condizioni economiche, psico-fisiche o sociali della persona e del suo nucleo di appartenenza, che determina fenomeni di emarginazione di questi negli ambienti di vita, di studio o di lavoro, e contribuire inoltre a promuovere e tutelare la salute".

L’organizzazione e l’erogazione dei servizi sociali inoltre si informa ai seguenti principi, indirizzi e criteri:

  1. assicurare la fruibilità della struttura, dei servizi e delle prestazioni, secondo modalità che garantiscono la libertà e la dignità della persona, nel rispetto della specificità dei bisogni e del diritto di libera scelta dell’utente, prestando particolare riguardo alle esigenze delle aree di emarginazione;
  2. promuovere la protezione e la tutela dei soggetti incapaci di provvedere a sé stessi, quando manchino, o di fatto non provvedono, coloro cui la legge attribuisce tale compito;
  3. garantire agli utenti l’informazione e la partecipazione alla definizione delle modalità di gestione e di erogazione delle prestazioni, nelle forme stabilite dalla vigente normativa e dalla programmazione regionale;
  4. valorizzare la famiglia quale nucleo fondamentale della società e quale risorsa primaria per una piena tutela dell’individuo, nonché promuovere forme di intervento e sostegno dei nuclei familiari in stato di bisogno;
  5. sviluppare l’integrazione dei servizi sociali e sanitari, nel rispetto delle specifiche competenze, individuando nel distretto il livello territoriale adeguato per il coordinamento e la gestione delle relative attività;
  6. promuovere, a livello programmatorio e di erogazione dei servizi, il concorso più ampio di soggetti pubblici e privati, organismi di utilità sociale non lucrativi, organismi di cooperazione, associazioni di volontariato, fondazioni, cooperative sociali.

 

In Regione Lombardia, il riassetto organizzativo e territoriale del sistema socio-sanitario sembra aver preso una strada definitiva, con la creazione delle Aziende Ospedaliere e dell’ASL provinciale e la definizione delle loro territorialità di competenza.

La legge regionale 11.07.1997, n. 31, "Norme per il riordino del servizio sanitario regionale e sua integrazione con le attività dei servizi sociali", con la quale sono costituite le ASL (Aziende Sanitarie Locali), aventi una competenza territoriale coincidente con quella provinciale, chiarisce solo in parte il ruolo dei Comuni, o meglio i compiti attribuiti agli stessi nell’ambito socio-assistenziale.

Sempre in attesa del secondo PSA regionale, un ulteriore chiarimento è avvenuto con la DGR 24.07.1998, n. 6/37586, con la quale la Giunta regionale approvava la proposta di "Indirizzi generali per il Piano socio-assistenziale regionale per il triennio 1998/2000" che definisce i livelli gestionali dei vari servizi.

Rispetto al precedente quadro normativo che definiva il livello di gestione dei servizi a seconda della complessità e del bacino di utenza, attribuendone la competenza ai singoli comuni o alle USSL (poi ASL), il nuovo assetto attribuisce in termini generali le funzioni in materia socio-assistenziale ai comuni.

Sostanzialmente, se precedentemente, per alcune funzioni la gestione era obbligatoriamente sovracomunale, ora, fatta eccezione per alcune competenze specifiche di controllo e di autorizzazione, è lasciata alla discrezionalità del comune per svolgere le attività autonomamente o delegarle alle ASL competenti territorialmente.

In un certo senso l’ASL si configura come una Azienda erogatrice di servizi alla quale il Comune può affidare la gestione dei servizi, provvedendo al trasferimento dei fondi necessari.

Concretamente, la situazione non è così limpida. Soprattutto in fase di prima attuazione, le convenzioni per la delega delle diverse funzioni sono ancora in corso di definizione, anche se i servizi continuano tuttavia ad essere erogati.

Il continuo rinvio (modalità legislativa ormai diffusa) a norme regolamentari che "saranno" emesse in tempi successivi lascia spazio a consistenti dubbi circa l’interpretazione e la definizione delle funzioni dei diversi enti.

Come Comune di Orzinuovi si ritiene opportuno, anche in una logica di continuità, e soprattutto in considerazione delle risorse e delle capacità organizzative proprie, di delegare all’ASL di Brescia sostanzialmente quelle attività che, come era nella precedente normativa, hanno una maggiore complessità gestionale (impiego di figure professionali specialistiche) o una maggiore economicità nella gestione sovracomunale.

Fatte salve quelle attività socio-assistenziali che sono attribuite, in base a una specifica norma, ad un ambito sovracomunale (L. 285/97, Interventi per la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza), sono pertanto delegate all’ASL di Brescia, secondo modalità definite da apposite convenzioni:

Area minori

"Funzioni relative alla tutela di minori interessati da provvedimenti della magistratura"

Area handicap

"Funzioni relative all’assistenza dei soggetti disabili frequentanti i CSE e CRH"

"Funzioni relative alla progettazione e gestione interventi per l’addestramento e l’integrazione lavorativa delle persone in condizione di svantaggio"

Da ultimo il D.Lvo 31.03.1998, n. 109, "Definizione di criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate, a norma dell’art.59, comma 51, della legge 27.12.1997, n.449", così come modificato dal D.Lvo 03.05.2000, n. 130, stabilisce un principio uniforme per la partecipazione degli utenti al costo dei servizi.

In parte il precedente Piano comunale socio-assistenziale aveva dato attuazione a quanto previsto nel D.L.vo n.109/98. La difficoltà consiste nell’applicazione di una legge complessa e in continua evoluzione: il citato D. L.vo n.130/2000 rinvia ad un successivo provvedimento l’approvazione del "modello-tipo" (peraltro già approvato con D.M. 29.07.1999) della dichiarazione sostitutiva unica e dell’attestazione, necessario per accedere alle prestazioni sociali agevolate. E’ dunque necessaria una riorganizzazione delle modalità di accesso ai servizi gestite dal settore servizi sociali del comune, che se da un lato fa proprie le modalità previste per legge, dall’altro bisogna operare al fine di compensare la cresciuta burocratizzazione (nel senso letterale, rigidamente vincolata cioè alle procedure) dell’accesso ai servizi, al fine di favorire soprattutto le fasce più deboli di popolazione.

In questo contesto è comunque necessario ripensare una diversa organizzazione del settore servizi sociali del comune, potenziando in particolare quegli aspetti legati alla progettazione e alla funzione di coordinamento gestionale dei servizi proposti, nonché la capacità di risposta informativa nei confronti degli utenti dei servizi.

Il concorso degli utenti al costo dei servizi è stabilito in base alla citata normativa e secondo le tabelle riportate in appendice al presente Piano (Allegato 1).

Ancora una volta in attesa del nuovo P.R.S.A. i riferimenti normativi principali rimangono la L.R. n. 1/86 con le sue successive modificazioni e integrazioni e il P.R.S.A. 1988/90, anch’esso più volte prorogato e modificato, anche se non nelle sue linee essenziali, la già citata L.R. 05.01.2000, n. 1 e soprattutto la DGR 24.07.1998, n. 6/37586.

Diversi settori di intervento sono stati regolamentati con specifiche norme, sia a carattere nazionale che regionale, che saranno tuttavia prese in considerazione in relazione all’argomento specifico di cui trattano.

Alla luce di questo quadro e nella prospettiva di una ennesima proroga per l’approvazione del nuovo P.R.S.A., l’Amministrazione comunale di Orzinuovi intende, per quanto di propria competenza, definire attraverso il Piano comunale socio-assistenziale, le proprie linee di intervento nel settore socio-assistenziale.

Tale aspetto programmatorio assume, rispetto al passato, una rilevanza ancora maggiore in forza di quanto previsto dalle leggi di riforma dell’ordinamento delle autonomie locali; quale atto di indirizzo, il Piano, approvato dal Consiglio Comunale, costituisce una sorta di direttiva gestionale agli organi preposti alla gestione amministrativa dell’Ente (Giunta comunale, Responsabili dei Servizi), nella quale stabilisce gli obiettivi e i principi guida.

L’approvazione del P.C.S.A. quale atto di programmazione politico amministrativa di durata triennale , permette inoltre una gestione delle risorse più compiutamente orientata al raggiungimento dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa nel settore di competenza.

In coerenza con il Piano dovranno dunque orientarsi i bilanci di previsione e le relazioni programmatiche, nonché il bilancio pluriennale del triennio di riferimento e soprattutto i vari P.E.G. che sono, di fatto, i provvedimenti attuativi delle linee di indirizzo approvate nel Piano.

In continuità con il precedente P.S.A. vengono confermate alcune linee essenziali per la programmazione dei servizi socio-assistenziali:

  1. L’organizzazione dei servizi è attuata considerando come centrale la "persona" nei suoi diversi aspetti sociali, psicologici e relazionali. La persona-utente dei servizi socio-assistenziali erogati dal Comune di Orzinuovi è il riferimento prioritario per le attività previste dal presente Piano.
  2. L’attività dell’Amministrazione è orientata alla promozione di una cultura della solidarietà, finalizzata alla crescita umana e civile degli individui e della comunità.
  3. Valorizzare il ruolo della famiglia come interlocutore dei servizi e come risorsa e sostegno nelle situazioni di disagio.
  4. Necessità di intervenire al fine di qualificare l’intervento come preventivo e sostegno al sociale inteso nella sua globalità e di superare pertanto gradualmente la connotazione di intervento riparatorio e/o meramente assistenzialistico.
  5. Assunzione dell’integrazione come modalità strumentale privilegiata per lo sviluppo delle politiche e degli interventi, al fine di ottimizzare l’utilizzo delle risorse finanziarie che appaiono sempre più ristrette rispetto alle necessità e ai costi dei servizi.
  6. La formazione degli operatori assume una nuova rilevanza, peraltro già impostata nel precedente P.S.A. regionale. Nell’ambito comunale ed in relazione alle proprie competenze tale indirizzo programmatorio si può esplicitare, anche in collaborazione con le associazioni di volontariato, attraverso attività volte alla sensibilizzazione circa la problematica socio-assistenziale e nell’organizzazione diretta o nel patrocinio in collaborazione con altri enti di corsi o cicli di conferenze per operatori del settore.
  7. La normativa nazionale e regionale attribuisce sempre maggiore importanza al volontariato e al privato sociale in generale, anche in considerazione delle nuove prese di posizione teoriche circa l’importanza del privato sociale nell’ambito di una più ampia dinamica sociale e solidaristica. In tale ambito, facendo proprie le sopra menzionate indicazioni programmatorie, l’A.C. intende coinvolgere il più possibile le associazioni e le organizzazioni di privato sociale presenti sul territorio nella gestione e nella compartecipazione ai servizi, al fine di una razionalizzazione delle risorse umane e materiali.
  8. Il Piano comunale socio-assistenziale promuove la complementarietà dei diversi interventi previsti, nonché l’intersettorialità con altri ambiti dell’azione amministrativa svolta da aree funzionali diverse del Comune di Orzinuovi.
  9. L’attività dell’Amministrazione è orientata a favorire l’integrazione dei vari servizi erogati dalle diverse agenzie presenti sul territorio, pubbliche e private, con le quali è promossa l’attività di coordinamento al fine di valorizzare le potenzialità di ciascuno in un approccio quanto più sinergico ed efficace.

 

GLI INTERVENTI PREVISTI

 

Gli interventi di seguito descritti sono ordinati, analogamente a quanto indicato nello schema di P.E.G., per quattro macro-aree di intervento, alle quali sono legati altrettanti centri di costo:

Tali macro-aree sono a sua volta suddivise in specifici interventi, in particolare l’area denominata "Assistenza e servizi diversi alla persona" riunisce gli interventi diversi, di difficile classificazione e/o di natura generale.

 

INTERVENTI NELL’AREA MINORI – GIOVANI - CENTRO DI COSTO 29000

 

Le linee generali di indirizzo indicate in premessa, evidenziano la centralità della famiglia come soggetto relazionale privilegiato per affrontare le problematiche relative all’area minori e giovani in genere. Questo principio, almeno nelle sue linee teoriche, è sottolineato dalla legge regionale 26.12.1999, n. 23, "Politiche regionali per la famiglia" e già, precedentemente, nella legge 28.08.1997, n. 285 (legge Turco) per la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza.

Tale risoluzione nasce da una diversa considerazione delle dinamiche familiari, sia interna che esterna, nei confronti del sociale che la circonda e correlata ad un mutato modello di famiglia.

Le recenti ricerche in campo sociologico e psico-sociale evidenziano una generale crisi comunicativa della famiglia: nei confronti dell’esterno attraverso un progressivo ridursi dei rapporti relazionali con il sociale ed un conseguente progressivo rinchiudersi entro un "privatismo" ed un isolamento comunicativo. La ridotta osmosi con la realtà sociale provoca all’interno della famiglia il cristallizzarsi delle modalità comunicative, che spesso determinano risposte insufficienti a fronte delle complesse dinamiche relazionali che si sviluppano tra i diversi membri del nucleo familiare.

Questo generale contesto di crisi comunicativa non è necessariamente patologico: infatti la maggior parte delle famiglie supera la crisi creando equilibri propri tra le diverse personalità individuali ed il nucleo nel suo insieme, che attuano modalità comunicative proprie, più o meno originali, comunque non problematiche:

Tuttavia è indubbio che tale contesto costituisce un humus fertile per la crescita di problematiche, talvolta anche gravi, all’interno di nuclei familiari strutturalmente deboli e composti da soggetti psicologicamente e/o socialmente instabili.

Anche il problema dei maltrattamenti sui minori avviene principalmente all’interno di famiglie multiproblematiche e quindi si ha la necessità di aggredire il problema in maniera globale, privilegiando il nucleo familiare e le sue diverse dinamiche relazionali e comunicative, come soggetto di analisi e di intervento.

E’ importante dunque centrare gli interventi sulla famiglia come comunità relazionale primaria, favorendo, per quanto possibile, il sostegno affinché all’interno della stessa si sviluppi una relazionalità positiva e rispettosa della personalità propria di ciascuno dei suoi componenti. In questo senso è fondamentale leggere il contesto familiare come risorsa per gli individui che ne fanno parte e anche per i servizi che con essi interagiscono. E questo è vero in tutte le aree di intervento: si pensi solo a quanto decisiva sia la famiglia negli interventi a favore di disabili o di anziani in condizione di parziale autosufficienza.

Gli interventi di Piano non sono unicamente orientati alla riparazione di situazioni-problema, ma, in primo luogo, a creare una rete di servizi che fornisca aiuto al nucleo familiare nel proprio ruolo educativo e formativo nei confronti dei minori.

L’Amministrazione intende pertanto proseguire nella sua politica di informazione e di promozione del confronto sul ruolo genitoriale, attraverso l’organizzazione di incontri, corsi, convegni e iniziative diverse. L’impegno è quello di coinvolgere le diverse realtà ed istituzioni che operano nel settore, in particolare le scuole, dalle materne alle superiori.

Il precedente Piano comunale socio-assistenziale evidenziava la necessità di un intervento integrato e globale nell’area minori-giovani. Il piano insiste sulla necessità di promuovere i servizi in tale area superando la logica della prevenzione o peggio quella della riparazione: non necessariamente tutto ciò che riguarda il mondo giovanile è potenzialmente patologico. Il presente Piano intende confermare tali linee metodologiche.

La scelta è dunque di insistere su di un paradigma metodologico che parli di promozione e non più di prevenzione, che concretamente significa agire su progetti intersettoriali, attraverso attività e servizi diversi che coinvolgono la globalità dei ragazzi. Intervenire su contesti di "normalità" significa "partecipazione", partecipazione a una attività sociale in cui ciascuno si senta protagonista.

A partire da tali premesse, l’attivazione dei servizi e la promozione di iniziative, deve dunque tener conto della tipologia dell’utenza, che per definizione è variabile, sia come numero che, anzi soprattutto, come continuità.

Lavorare con gli adolescenti significa prendere atto e, conseguentemente, costruire ogni progetto ad essi relativo, delle loro caratteristiche e delle loro richieste; è quindi senza alcun senso non considerare la loro "volatilità", la loro pressante richiesta di partecipazione e di coinvolgimento. Tuttavia l’aspetto fondamentale e indispensabile nell’approccio con l’adolescente è la chiarezza e la coerenza tra il dire e il fare. Il rispetto dei patti e degli accordi è indispensabile per un corretto rapporto con gli adolescenti.

In tal senso il Consiglio comunale si è espresso con proprio provvedimento n. 20 del 28.03.2000, con un atto di indirizzo per la progettazione, l’organizzazione e la gestione di interventi nel settore giovani, che viene fatto integralmente proprio dal presente Piano.

Un secondo aspetto importante, per un efficace intervento nel settore giovani, è la necessità di coinvolgere il territorio, con le sue realtà sociali, associative e non, più o meno strutturate.

In questo modo la proposta rivolta al mondo dei ragazzi e dei giovani è certamente più concreta, e anche più credibile in quanto sganciata da quegli aspetti istituzionali che, per motivazioni varie - storiche, organizzative e di immagine - il Comune porta con sé.

Una ipotesi di "co-gestione" intesa come partecipazione ad un progetto comune da parte dei servizi comunali, delle realtà sociali e dei gruppi informali, che comunque premono nella quotidianità vitale della comunità di Orzinuovi, è un obiettivo ambizioso, ma perfettamente percorribile se impostato su basi chiare.

Un ulteriore considerazione che rende produttiva tale scelta è la modalità di gestione dei servizi nell’area minori, sia quelli gestiti direttamente dall’Amministrazione comunale che quelli delegati all’ASL.

Tuttavia a prescindere dalle competenze che fanno capo ai diversi enti istituzionali, è indubbio che qualsiasi intervento voglia essere attivato non può non avere caratteristiche di flessibilità e versatilità al fine di potersi muovere agilmente a 360° nella complessa realtà del mondo giovanile.

La scelta metodologica di fondo di un intervento globale nell’area ha quale conseguenza una gestione strettamente integrata dei vari servizi, a maggior ragione quando gli utenti sono i medesimi.

Il perseguimento di tali obiettivi può essere raggiunto attraverso accordi di collaborazione ai sensi dell’art. 11 della L. 241/90 e dell’art. 43 della legge 449/97.

La possibilità di stipulare tali accordi di collaborazione permette dunque la realizzazione di accordi per la "co-gestione" delle varie attività che l’Amministrazione comunale propone nell’area minori-giovani.

Questi accordi, la cui definizione e approvazione è demandata alla Giunta comunale, come indicato dalla citata deliberazione consiliare, contengono alcuni elementi fondamentali a prescindere dai quali la loro concreta operatività rimane indefinita:

  1. le competenze delle parti nella co-gestione dei progetti, in particolare:

  1. il riconoscimento della fase di progettazione come aspetto costitutivo dei servizi. L’evidenza di tale puntualizzazione è chiara se si fa riferimento alla tipologia degli utenti-soggetti del progetto: la progettualità nel settore giovani procede per aggiustamenti progressivi, molto impegnativi e di scarsa visibilità nel breve periodo;
  2. la valorizzazione della partecipazione degli adolescenti e dei giovani nella fase di progettazione e organizzazione delle diverse iniziative che li vedono protagonisti.

 

I SERVIZI

Micronido

Ai sensi dell’art. 76 della L.R. n. 1/86 e successive modificazioni e integrazioni, da alcuni anni l’Amministrazione comunale ha attivato due sezioni di micronido, riservate a minori in età compresa tra i diciotto mesi e i tre anni. Così come previsto dal 5° comma del citato art. 76, il servizio di micronido è aggregato, e si avvale pertanto delle strutture e dei servizi, alle Scuole materne "G.Garibaldi" (ex Ipab) e "Maddalena di Canossa" di Orzinuovi.

Una specifica convenzione, alla quale si rimanda, regola i rapporti tra il Comune di Orzinuovi, che rimane comunque il titolare del servizio, e le due scuole materne che ne curano la gestione.

Il servizio usufruisce di un parziale finanziamento regionale erogato sulla base della rendicontazione annuale redatta ai sensi della L.R. n. 1/86.

In considerazione della crescente richiesta da parte delle famiglie del servizio di micronido, la lista d’attesa che solo due anni fa si esauriva nei primi mesi dell’anno scolastico, ora è sempre più consistente e rischio di non poter essere esaurita.

E’ indubbio che si tratta di un servizio in crescita, e non solo ad Orzinuovi; il cambiamento dei modelli familiari e dei diversi rapporti economici e sociali delle famiglie all’interno della realtà territoriale alimentano una richiesta di un servizio e parallelamente l’esigenza di una crescita qualitativa dello stesso.

L’Amministrazione comunale ha deciso di attivarsi per la creazione di una terza sezione sul territorio e sono attualmente allo studio diverse possibili soluzioni.

Ludoteca "Spazio Bimbi"

In attuazione all’art. 4 della L.R. 06.12.1999, n. 23, "Politiche regionali per la famiglia", l’Amministrazione comunale di Orzinuovi ha prestato la propria collaborazione alla coop. sociale "La Nuvola" di Orzinuovi per la realizzazione di una ludoteca, denominata "Spazio bimbi" presso la scuola materna di Coniolo. E’ stato richiesto il finanziamento alla Regione Lombardia.

L’obiettivo del progetto è offrire ai bambini della fascia di età 18 mesi - 3 anni spazi e tempi che rispettino prioritariamente le esigenze del bambino, nonché di offrire alle famiglie uno spazio ludico-ricreativo e educativo con ampia flessibilità di utilizzo e orario che risponde alle diverse esigenze delle famiglie stesse superando la rigidità organizzativa dei servizi esistenti.

Centri Ricreativi Diurni

Così come previsto dall’art. 78 della L.R. n. 1/86, sono attivati nel Comune di Orzinuovi dei Centri Ricreativi Diurni per il periodo estivo di vacanza scolastica.

Il servizio si connota come ambito altamente socializzante che dà inoltre continuità all’azione educativa della scuola, ove vengono svolte attività a carattere prevalentemente ludico-ricreativo; come dimostrato dall’esperienza degli anni precedenti sono proficuamente inseriti soggetti portatori di handicap e minori con problemi di disadattamento.

I Centri si propongono inoltre come momento di aiuto alla famiglia nella gestione dei problemi connessi all’organizzazione del tempo libero e alla custodia dei figli.

  1. Il "C.R.E." – per i bambini compresi nella fascia d’età tra i sei e i quattordici anni, frequentanti le scuole elementari e medie, è attuato per due turni successivi di quindici giorni ciascuno nel periodo di vacanza scolastica.
  2. Il servizio è gestito attraverso una convenzione annuale con l’Istituto Sacra Famiglia di Orzinuovi, che dispone di ambienti ed attrezzature sportive adeguate per l’organizzazione delle attività del Centro.

    Le attività e l’organizzazione del centro sono stabilite all’inizio di ogni periodo da un apposito progetto, predisposto dagli educatori, dagli animatori in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune ed il Direttore dell’Istituto.

  3. Il "C.R.E. piccoli" – per i bambini compresi nella fascia di età tra i tre e i cinque anni, è attivato attraverso una specifica convenzione con la Scuola materna "G. Garibaldi" di Orzinuovi, che mette a disposizione i locali, le attrezzature e il personale qualificato per tale servizio.

Uno specifico progetto delle attività è predisposto dagli operatori in collaborazione con l’Amministrazione della scuola e i Servizi sociali comunali.

Il Comune di Orzinuovi sostiene inoltre, nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio, attraverso contributi economici e altre forme di collaborazione, l’organizzazione di altre attività ricreative e di socializzazione a favore dei minori, organizzate da altri enti, in particolare gli oratori del Comune capoluogo e delle frazioni.

Centro di Aggregazione Giovanile

L’art.77 della L.R. n. 1/86 prevede l’attivazione di Centri di Aggregazione Giovanile, la cui finalità primaria è quella di rispondere ai bisogni di educazione extrascolastica ed i cui contenuti si caratterizzano per la possibilità di offrire elementi di lettura critica della realtà sociale e l’acquisizione di efficaci modalità espressive e comunicazionali.

Nell’ultimo periodo si sono avute profonde modifiche nella filosofia e nel modello organizzativo del C.A.G. che in sintesi si possono così indicare:

Da due anni è stato attivato un valido rapporto di collaborazione con la Coop. La Nuvola di Orzinuovi che, grazie alle professionalità coinvolte, ha permesso un consistente sviluppo del servizio .

Questa impostazione, che in un certo senso è frutto della medesima filosofia operativa che ha ispirato le linee di indirizzo indicate nella citata deliberazione consiliare n. 20 del 28.03.2000 e che certamente si intende proseguire, ha permesso di attivare un servizio che per talune situazioni, in particolare, è riuscito a coinvolgere più soggetti, quali le scuole, le associazioni sportive e soprattutto le famiglie.

Il CAG è aperto da ottobre a giugno; orari, attività e programmi sono definiti in un progetto specifico elaborato dal gruppo degli operatori, dal coordinatore della cooperativa e dall’assistente sociale del Comune.

A questo livello di sviluppo la necessità di una sede fissa è più che mai forte e l’Amministrazione comunale rinnova in tal senso il suo impegno per la realizzazione di una struttura destinata alle attività del settore minori - giovani nell’area di via Alfieri (ex Angioline).

Informagiovani

L’idea di realizzare uno sportello Informagiovani ad Orzinuovi, ha risposto ad una precisa richiesta proveniente dal mondo giovanile, di valorizzazione e progettazione di sé e del futuro sostegno delle scelte in ordine alla scuola, al lavoro, alla vita sociale.

Nella fase di progettazione di questo servizio è iniziata la partecipazione del Comune di Orzinuovi al Progetto della Provincia per l’istituzione dei Centro Servizi Lavoro, Giovani e pari Opportunità e con la collaborazione della Provincia si è continuata la progettazione dell’informagiovani-Centro Servizi (IG-CS).

L'apertura, avvenuta gradualmente, ha permesso e permette di muoversi sulla base di un progetto dinamico di crescita e di ampliamento dei servizi e delle risposte che lo sportello può proporre.

Gli obiettivi specifici dell’IG-CS sono:

L’IG-CS si rivolge :

L’ufficio è situato nell’edificio comunale in via Chierica, 10 (ex Ufficio Servizi sociali); l’orario al pubblico prevede attualmente l'apertura per sei ore settimanali.

L’Assessorato ai servizi sociali promuove l’Informagiovani non unicamente come uno sportello di servizio e di distribuzione di informazioni, ma come punto di riferimento per la promozione di iniziative nell'area giovani, in collaborazione con gli altri servizi comunali, in particolare il Settore cultura e Pubblica Istruzione e con le diverse realtà associative e culturali presenti sul territorio

Il coinvolgimento della Cooperativa La Nuvola e sostanzialmente del Progetto Giovani si è sviluppato, secondo la logica evidenziata nelle premesse, di integrazione dei servizi rivolti a tale area tematica. I medesimi operatori lavorano per più servizi di cui usufruiscono, anche se non solo, i medesimi utenti.


Azioni a tutela dell’infanzia e dell’adolescenza

Con la legge 28.08.1997, n. 285 (legge Turco) si è avuto il primo intervento legislativo specifico a favore dell’infanzia e dell’adolescenza. La novità di tale legge è che finalmente l’intervento sociale legato ai minori non è direttamente legato a problematiche sociali o di devianza - precedentemente si erano avute la legge n. 216/91 finalizzata a contrastare il coinvolgimento dei minori in attività criminose e la legge n.309/91, il T.U sulla tossicodipendenza -. Si è finalmente scoperto che l’essere bambino o adolescente non è solamente uno stadio della crescita e soprattutto non è uno stato problematico o patologico, ma è un "diritto".

L’Amministrazione comunale intende promuovere, in coordinamento con gli altri enti territoriali, tutte le iniziative possibili, finalizzate alla "realizzazione di azioni positive per la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, per l’esercizio dei diritti civili fondamentali, per il miglioramento della fruizione dell’ambiente urbano e naturale da parte dei minori, per lo sviluppo del benessere e della qualità della vita dei minori, per la valorizzazione, nel rispetto di ogni diversità, delle caratteristiche di genere, culturali ed etniche" (art. 3, L. 285/97).

Nella convinzione che bisogna dare avvio a un mutamento culturale di consistente portata l’Assessorato ai servizi sociali ha proposto un progetto che stabilisce un percorso di formazione per gli insegnanti delle scuole di Orzinuovi, finalizzato a far crescere la sensibilità e l’attenzione nei confronti di quelle situazioni di disagio del bambino che spesso rimangono nascoste, nonché a promuovere una diversa cultura della relazione educativa. Con il medesimo fine sono stati organizzati una serie di incontri con i genitori tenuti da un gruppo di esperti.

Il proposito dell’Amministrazione comunale è dunque, considerata l’importanza delle finalità, di insistere su tali progetti che permettono tra le altre cose di approfondire i rapporti di collaborazione con gli insegnanti e i genitori per la promozione di ulteriori iniziative.

Nell’ambito dei servizi a favore dei minori che fino al 1999 erano gestiti dall’ASL con competenza sovracomunale e che, ai sensi delle citate leggi regionali n.31/97 e n.1/2000, rientrano ora nelle competenze del comune che può gestire in forma autonoma o delegare all’ASL , la scelta dell’Amministrazione comunale è stata quella di delegare le funzioni relative alla tutela di minori interessati da provvedimenti della magistratura, che sono svolte a livello distrettuale dai Nuclei tutela minori.

Viceversa, si è ritenuto di non delegare il servizio di assistenza domiciliare educativa a favore di minori (SADEM) anche in considerazione della minore complessità tecnica del servizio e soprattutto della scelta fatta con la più volte citata deliberazione consiliare n. 20 del 28.03.2000, che prevede un intervento globale nell’area minori-giovani, che integri i diversi servizi proposti e consenta una unitarietà e una progettualità di intervento più qualificata a favore degli utenti, che spesso sono i medesimi nei diversi servizi..

 

INTERVENTI NELL’AREA ANZIANI – CENTRO DI COSTO 30000

L’approccio alle problematiche connesse all’area anziani ha assunto connotazioni nuove rispetto agli anni precedenti, dovuta ad una diversa connotazione della categoria "anziani".

Il progressivo invecchiamento della popolazione ha creato una differenziazione di fatto tra anziani "giovani" (fino a 70 - 75 anni) e anziani "vecchi" (oltre i 75 anni e molto spesso ultraottantenni) con diverse esigenze.

Mentre per i primi la problematica riguarda generalmente il pensionamento, con la conseguente espulsione dal mercato del lavoro ed i nuovi equilibri relazionali e psicologici che questa nuova situazione comporta, per i "grandi vecchi" subentrano problemi connessi alla salute, ad un progressivo deperimento fisico e mentale e, conseguentemente, spesso, ad una riduzione dell’autonomia e dell’autosufficienza.

E’ evidente la necessità di attuare una maggiore integrazione socio-sanitaria, come mezzo per costituire e consolidare una erogazione di servizi "a rete" sull’intero territorio. In questo settore di intervento, i cui servizi sono ormai consolidati, è molto stretto e proficuo il rapporto con i servizi dell’ASL presenti nel territorio

A seguito delle deliberazioni ASL n. 1700 del 30.06.1999 e n. 2376 del 01.10.1999 è stata avviata l’attività dell’Unità di Valutazione Multidimensionale e Unità di Valutazione Geriatrica anche nel distretto di Orzinuovi.

L’UVMD -UVG è un gruppo di lavoro multidisciplinare (medico, infermieristico e psico-sociale) che utilizza un approccio multidimensionale nel raccogliere tutte le richieste di intervento di anziani con patologie varie o a rischio di emarginazione sociale, di malati con compromissione dell’autosufficienza e delle loro famiglie e può attivare servizi domiciliari, semiresidenziali e residenziali.

 

I SERVIZI

Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD)

Il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) è previsto dalla L.R. n./1986, all’art. 73, 1° comma, che così lo definisce:

"L’assistenza domiciliare è costituita dal complesso di prestazioni di natura socio-assistenziale e sanitaria prestate al domicilio di anziani, minori e handicappati e in genere i nuclei familiari comprendenti soggetti a rischio di emarginazione, al fine di consentire la permanenza nel normale ambiente di vita e di ridurre le esigenze di ricorso a strutture residenziali".

L’esperienza degli anni precedenti ha permesso di individuare alcune costanti circa il profilo degli utenti del SAD, che in maggioranza sono anziani ultra 75enni, per la maggior parte donne, che vivono prevalentemente da soli e presentano una autosufficienza parziale almeno nel 50 % degli utenti.

Le prestazioni fondamentali del Servizio di assistenza domiciliare sono le seguenti:

a) prestazioni di servizio psico-sociale attivato dall'Ufficio Servizi Sociali:

b) prestazioni di tipo domestico - la gestione è attualmente affidata ad una Cooperativa sociale e assiste circa 50 anziani - :

Servizio Pasti a domicilio

Da aprile 2000 il servizio pasti a domicilio ha cambiato modalità organizzativa. La crescita delle richieste che, per limiti fisiologici del servizio, così come era precedentemente organizzato, non potevano essere evase e la necessità di adeguarsi alla normativa europea concernente l’igiene dei prodotti alimentari (D. Lgs. 26.05.1997, n. 155), hanno spinto l’Amministrazione comunale a optare per l’appalto del servizio di confezionamento e distribuzione a una ditta specializzata.

Gli utenti del servizio sono circa 50.

Il confezionamento è fatto presso un centro di cottura specializzato, sulla base di menu settimanali che sono raccolti dagli incaricati. La varietà all’interno del menu è buona e sono sottoposti a una rotazione mensile; chiaramente alcuni piatti variano a seconda della stagione.

La distribuzione è effettuata con mezzi specifici, in speciali contenitori, nella fascia oraria 11.30 - 12.30.

Centro Diurno

L’art. 77 della L.R. n. 1/86 definisce il Centro Diurno come Centro sociale aperto che fornisce un servizio di assistenza a carattere integrativo e di sostegno alla vita domestica e di relazione, assicurando servizi specialistici adeguati alle esigenze dei singoli gruppi di utenti.

E’ sostanzialmente una struttura polifunzionale che permette il coordinamento di diversi interventi a favore degli anziani - SAD, servizio pasti, attività diverse di socializzazione e di stimolo alla relazionalità, segretariato sociale -.

Presso i locali messi a disposizione dell’Istituto per l’assistenza alle persone anziane "E.Nolli" in via Secondo Martinelli, è stato realizzato un Centro Diurno per anziani. Per una precisa scelta da parte dell’Amministrazione comunale, la gestione della struttura, che offre diversi servizi, sia di natura sociale e assistenziale, sia ricreativi e di socializzazione, è svolta in stretta collaborazione con l’Associazione "Centro Diurno Anziani", costituitasi con atto notarile nel giugno 1996, con la quale è stata stipulata un’apposita convenzione. L’Associazione può contare ad oggi circa 600 soci, molti dei quali prestano la loro opera di volontari per la gestione e la promozione delle iniziative del Centro Diurno.

L'Associazione costituisce un punto di riferimento di grande importanza per la promozione e l'organizzazione di iniziative di vario tipo - sociale, ricreativa, culturale - rivolte sia alla popolazione anziana che all'intero territorio.

I servizi proposti dal Centro Diurno, già attivati o che verranno attivati nel corso del prossimo triennio, di integrazione al SAD, sono i seguenti:

Dalla metà di novembre è attivato presso degli spazi appositamente destinati della Casa di riposo di Orzinuovi un centro Diurno Integrato gestito dalla stessa Casa di Riposo: Esso si rivolge a persone con compromissione totale o parziale del livello di autonomia. Il suo ambito territoriale è di più ampio respiro rispetto al territorio comunale.

L’Amministrazione comunale provvede, analogamente a quanto avviene per gli ospiti della Casa di Riposo, all’integrazione delle rette di frequenza al Centro pagate dagli ospiti.

L’attività del C.D.I. si integra con l’attività sociale e ricreativa del Centro Diurno "Nolli".

Integrazione rette di ricovero in strutture residenziali

Il ricorso al ricovero in strutture residenziali è attuato per quelle persone, anziane e/o inabili che presentano condizioni psicofisiche di totale o parziale non autosufficienza e che non abbiano familiari in grado di fornire l’assistenza necessaria anche con il supporto del servizio di assistenza domiciliare.

La persona contribuisce al proprio mantenimento presso la struttura residenziale mediante i propri redditi derivanti sia da pensione, sia da ogni altro cespite in godimento. Qualora la persona ricoverata non riuscisse a coprire con il reddito a sua disposizione, incluse le proprietà immobiliari e le disponibilità finanziarie, tutta la retta di degenza, sono chiamati a contribuire alle spese i parenti tenuti agli alimenti, ai sensi dell’art.433 del Codice Civile.

E’ prevista la possibilità di una integrazione della spesa sostenuta per il pagamento delle rette di ricovero da parte del Comune, per la quale dev’essere presentata specifica e documentata richiesta all’Ufficio Servizi Sociali. Nel caso la domanda di integrazione avesse esito positivo, l’Amministrazione comunale curerà direttamente il rapporto con la struttura residenziale, introitando al contempo i redditi della persona ricoverata e l’eventuale partecipazione dei parenti tenuti agli alimenti ai sensi dell’art. 433 del Codice Civile.

Sarà comunque garantita all’ospite una quota mensile, definita annualmente, per le piccole spese personali.

 

INTERVENTI NELL’AREA HANDICAP - CENTRO DI COSTO 31000

 

I SERVIZI

Nell’area handicap importanza fondamentale acquisisce la legge 05.02.1992, n. 104 "Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale ed i diritti delle persone handicappate", che deve costituire il principio normativo ispiratore dell’attività degli enti preposti ai vari livelli.

In particolare è indicato come "la Repubblica garantisce il pieno rispetto della dignità umana e dei diritti di libertà e di autonomia delle persone handicappate". E’ una garanzia che si sviluppa in ogni "status": nella prevenzione, nel recupero funzionale e nella rimozione di ogni impedimento al conseguimento da parte dell’handicappato di una parità sostanziale.

Concretamente quindi la legge quadro stabilisce i principi attraverso i quali si specifica l’intervento, che non è limitato ad alcune fasce operative, ma pressoché illimitato, in quanto mira a cogliere ogni aspetto del problema: nel suo costituirsi, nel suo manifestarsi nella sua rappresentazione sociale.

L’organizzazione dei servizi prevista dalla Regione Lombardia, prevede all’interno dell’area handicap, una programmazione prevalentemente a livello zonale, come i Centri Socio Educativi (art.77 L.R. n. 1/86) o i Centri Residenziali o i Nuclei Inserimento Lavorativo.

In particolare in relazione ai centri socio educativi, nell’ultimo triennio l’onere di spesa a carico dei comuni cresciuto in maniera vertiginosa, quasi raddoppiato di anno in anno, in particolar modo a causa della progressiva diminuzione del trasferimento a valere sul fondo sociale regionale.

Il riassetto conseguente alle LL.RR. n. 31/97 e n. 1/2000, conferma quest’indirizzo per cui presuntivamente gli oneri a carico del Comune cresceranno in maniera proporzionale.

L’intervento del Comune si configura come un insieme di interventi specifici, previa valutazione delle singole realtà, delle patologie, delle varie situazioni familiari.

Gli interventi attuati ed ai quali è necessario dare continuità sono:

a) educativo-assistenziali, volti a favorire l’inserimento scolastico e sociale anche di soggetti portatori di handicaps gravi. A questo scopo l’Amministrazione comunale ha previsto l’intervento di assistenti ad personam con compiti assistenziali e di aiuto al personale scolastico nel tentativo di favorire momenti di incontro e di relazione. Questo intervento è previsto nel Piano comunale per il Diritto allo Studio, ed è qui esposto al fine di evidenziare il carattere di intersettorialità, che rappresenta l’indirizzo metodologico che caratterizza gli interventi previsti.

La risorsa degli assistenti ad personam è inoltre utilizzata per l’inserimento dei bambini in difficoltà in diversi contesti socializzanti come il C.A.G. e il C.R.E..

b) socio-assistenziali, di aiuto e supporto alla famiglia in presenza di una persona disabile adulta attraverso il contributo dell’assistenza domiciliare, l’inserimento al Centro Socio-Educativo, oppure, in presenza di handicap altamente invalidanti l’inserimento in Istituti residenziali.. E’ previsto nel prossimo triennio, ma già partendo dal 2000, un consistente aumento degli inserimenti presso i C.S.E., con conseguente aumento dei costi.

c) gli interventi dell’A.C. nell’area handicap si sviluppano anche nei termini di iniziative di sensibilizzazione circa le problematiche relative all’handicap, attraverso attività di promozione della solidarietà per l’abbattimento delle barriere psicologiche e sociali che, di fatto, tendono a emarginare queste persone.

Inserimento lavorativo ed integrazione sociale

L’inserimento lavorativo del portatore di handicap costituisce una fase fondamentale per favorire l’integrazione sociale e per lo sviluppo di una propria autonomia da parte del soggetto.

L’art. 79 della L.R. n.1/86 specifica le competenze in materia a carico degli Enti Locali.

La vigente normativa, per quanto esplicita sul piano dei principi, non è di facile attuazione sul piano concreto. Un intervento mirato da parte del servizio sociale, che valuti complessivamente la realtà economica del territorio e le effettive capacità lavorative del disabile, ha la possibilità di avere una qualche efficacia.

In un’ottica del genere il collocamento lavorativo del portatore di handicap può essere mediato da opportunità propedeutiche che, per la loro flessibilità, meglio si adattano alle caratteristiche delle persone disabili; è possibile avviare con l’ausilio di educatori, esperienze di formazione-lavoro presso aziende per dare la possibilità ai giovani disabili di acquisire una professionalità e favorire successivamente un collocamento al lavoro.

La legge 12.03.1999, n. 68, "Norme per il diritto al lavoro dei disabili", ha modificato la precedente normativa in materia di collocamento obbligatorio di persone disabili; la novità più interessante è tuttavia quella riguardante gli incentivi e le agevolazioni per le aziende che assumono personale disabile.

In questo senso l’informazione ai disabili e alle aziende circa le opportunità rese possibili dalla normativa è un aspetto sul quale l’Amministrazione comunale può insistere e essere efficace.

In una realtà economica che di fatto ha superato i confini del territorio comunale, la progettazione e la gestione degli interventi per l’addestramento e l’integrazione lavorativa delle persone in condizione di svantaggio è chiaramente più efficace ad un livello sovracomunale, ed in tal senso rientra tra le attività delegate all’ASL che opera attraverso l’Unità Operativa Inserimenti Lavorativi (U.O.I.L) a livello provinciale e i Nuclei Integrazione Lavorativa (N.I.L.) a livello territoriale.

Servizio di trasporto

Al fine di favorire l’integrazione sociale e scolastica, nonché di permettere a persone portatrici di handicap cronici o temporanei, di poter usufruire dei servizi presenti nel territorio, compresi i servizi di terapia e di riabilitazione, l’Ufficio Servizi sociali svolge, grazie alla collaborazione degli obiettori di coscienza che svolgono il servizio presso il Comune di Orzinuovi il servizio sostitutivo civile, un servizio di trasporto con gli automezzi in dotazione all’Assessorato ai Servizi Sociali.

Sportello informativo disabili

Il limite degli interventi finora attuati nell’area handicap è stato quello di essere orientati ad interventi specifici che, pur positivi, sono fra loro poco coordinati, non rientrano cioè in un progetto organico che faccia propri i principi previsti dalla legge 05.02.1992, n. 104. In particolare, l’adulto portatore di handicap è una realtà sconosciuta; seguiti in età scolastica, i portatori di handicap sono poi abbandonati nel raggiungere l’età adulta.

Al fine di dare attuazione ai principi enunciati nella legge n. 104/92 e a quanto già a suo tempo indicato nel P.O. Handicap del P.R.S.A. 1988/90, ancora in vigore, l’Amministrazione comunale ha proposto un progetto approvarto da parte della Giunta comunale, finalizzato alla realizzazione di un servizio informativo per i portatori di handicap, che si propone come un punto di riferimento non solo per gli utenti disabili, ma per tutti coloro, enti, associazioni che operano nel settore handicap.

La realizzazione di uno sportello informativo, ha offerto la possibilità di mettere a fuoco le diverse problematiche che attraversano la disabilità. Il progetto si caratterizza come un’occasione per:

Gli obiettivi generali dello sportello informativo sono:

 

ASSISTENZA E SERVIZI DIVERSI ALLA PERSONA - CENTRO DI COSTO 32000

I SERVIZI

Assistenza ai cittadini extracomunitari

La legge 06.03.1998, n. 40, "Disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero", così come integrata dal D.Lgs. 25.07.1998, n. 286 e il successivo Regolamento attuativo, approvato con DPR 31.08.1999, n. 394, ha regolamentato ex novo la materia, proponendosi nella direzione della regolarizzazione e della integrazione dei cittadini extracomunitari presenti in Italia.

Ad Orzinuovi, terminata la situazione di emergenza iniziale, che ha motivato la realizzazione del Centro di Prima Accoglienza di Ovanengo, il fenomeno dell’immigrazione straniera nel territorio orceano ha assunto una connotazione e una problematica diversa. Se l’inserimento lavorativo non ha creato grosse difficoltà (quasi tutti i cittadini extracomunitari residenti ad Orzinuovi svolgono un’attività lavorativa), diversa e molto problematica è la situazione abitativa, anche se tale problema, pur con connotazioni diverse, coinvolge cittadini orceani non stranieri.

Un altro aspetto rilevante è l’aumento dei nuclei familiari, rispetto alla situazione iniziale, ove la maggioranza erano persone sole, anche a causa di numerose pratiche di ricongiungimento familiare giunte a buon fine.

Se da un lato questo è indice di una maggiore integrazione nel tessuto sociale orceano, dall’altro impone all’Amministrazione comunale una rivisitazione in termini diversi della propria politica di intervento in tale area; l’aumento di minori stranieri pone già delle problematiche di integrazione e di sostegno a livello scolastico.

In questo senso l’Amministrazione, nell’ambito degli interventi proposti nell’area minori-giovani, ha dato il via ad alcune iniziative (incontri, convegni), in collaborazione anche con le scuole, per la promozione di una cultura di rispetto delle diversità.

La Giunta comunale, su proposta dell’Assessorato ai servizi sociali elaborerà un progetto per favorire l’integrazione dei bambini di famiglie di cittadini extracomunitari che risiedono nel territorio di Orzinuovi e soprattutto ne frequentano le scuole. La collaborazione con le scuole è considerato un principio fondamentale per la progettazione di interventi in tale settore.

Oltre la collaborazione con la scuola il progetto coinvolgerà attivamente le associazioni dei genitori nella convinzione che attraverso le famiglie è possibile promuovere una cultura dell’integrazione.

Interventi nell’area della tossicodipendenza

Pur non trattandosi di un settore di stretta competenza, l’Amministrazione comunale di Orzinuovi si è sempre attivata nel recente passato, in stretta collaborazione con il SerT della USSL n. 42 prima e dell’Azienda USSL n. 19 poi, per la realizzazione di un progetto generale di intervento nel territorio.

Nella frazione di Pudiano, presso le ex scuole elementari messe a disposizione del Comune, è attiva e funziona a pieno ritmo ormai dal 1995, la Comunità terapeutica della Cooperativa Sociale di Bessimo.

E’ stata chiusa l’esperienza del Centro Diurno finalizzato al recupero lavorativo e sociale di ex tossicodipendenti presso lo stabile di via Montagna, messo a disposizione dal Comune di Orzinuovi, e gestito dalla Cooperativa di Bessimo in collaborazione con il Ser.T. di Orzinuovi.

La legge n. 45 del 18.02.1999 "Disposizioni per il Fondo Nazionale di intervento per la lotta alla droga e in materia di personale dei servizi per le tossicodipendenze", prevede la possibilità, in continuità con quanto già previsto dalla DPR n. 309/90 per le provincie, i comuni e i loro consorzi, le comunità montane, le aziende sanitarie locali, gli enti di cui agli artt. 115 e 116 del citato DPR 309/90, le organizzazioni di volontariato e le cooperative sociali di presentare progetti di intervento per la prevenzione e il recupero nell’ambito del contrasto alle tossicodipendenze.

Il Comune di Orzinuovi, ha elaborato, in collaborazione con i Comuni di Manerbio e di Leno e con la Cooperativa Sociale di Bessimo un progetto di intervento, denominato progetto "Energy", finalizzato principalmente all’informazione e alla prevenzione nei confronti delle nuove droghe e diretto agli allievi delle scuole medie e superiori; approvato con deliberazione della Giunta comunale n. 158 del 29.09.1999 è stato ammesso al finanziamento dalla Regione Lombardia. Tale progetto si svilupperà, con varie iniziative e interventi nelle scuole, per il triennio 2000-2002.


Interventi di assistenza economica

Così come indicato dall’art. 72 della L.R. n. 1/86, l’Amministrazione comunale prevede la possibilità di interventi di assistenza economica diretti ai singoli e ai nuclei familiari che non dispongano di risorse sufficienti a garantire il soddisfacimento dei bisogni fondamentali o si trovino in occasionali situazioni di emergenza.

Gli interventi previsti sono:

Attività di informazione e di segretariato sociale

L’Ufficio Servizi sociali svolge attività di informazione e di orientamento degli utenti sui servizi e sugli interventi socio-assistenziali, nonché sulle possibilità e modalità di utilizzo dei medesimi (art. 66, L.R. n. 1/86).

Il personale dell’Ufficio svolge, secondo le modalità stabilite dal Regolamento di organizzazione e il piano di lavoro predisposto dal Responsabile del settore, un servizio di informazione e di aiuto a favore della generalità dei cittadini, con particolare riguardo alle fasce deboli di popolazione.

L’attività è improntata al rispetto dei diritti degli utenti, così come enunciati dall’art. 10 della L.R. n. 1/86, nonché nel rispetto alla riservatezza e alla tutela dei diritti e delle libertà fondamentali così come previsto dalla legge 31.12.1996, n. 675, "Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali".


Sportello pari opportunità

Il Comune di Orzinuovi ha aderito, con una specifica convenzione stipulata con la Provincia di Brescia, ad un protocollo che prevede la creazione di un Centro servizi lavoro, giovani, pari opportunità. In questo senso l’Amministrazione comunale intende promuovere, anche in collaborazione con altri enti e/o associazioni, uno "sportello informativo per le pari opportunità".

Il riconoscimento giuridico, tutelato dalla legge, della pari dignità nei diritti di uomo e donna è molto spesso disatteso nella realtà concreta. Nella consapevolezza che tale atteggiamento è dovuto alla carenza di conoscenza al riguardo e alla limitata diffusione di una cultura di fondo che promuova la dignità della persona a prescindere dalle sue differenze sessuali, l’Amministrazione comunale ha promosso, la creazione di un servizio informativo sulle pari opportunità integrato nel servizio di segretariato sociale e nell’Informagiovani - Centro servizi, che costituisce un punto di riferimento per la tutela dei diritti e per la promozione di attività di vario genere, di informazione e di sensibilizzazione che rendano effettivo il rispetto del principio delle pari opportunità.

Volontariato e sostegno all’associazionismo sociale

L’importanza che via via hanno assunto le organizzazioni di volontariato nell’ambito dei servizi sociali è stata riconosciuta dalla normativa che ne ha disciplinato la materia.

La legge 11.08.1991, n. 266 "Legge quadro sul volontariato", riconoscendo il valore e la funzione sociale dell’attività di volontariato, specifica che "per attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà".

La Regione Lombardia ha regolamentato, per quanto di sua competenza, la materia con la legge 24.07.1993, n. 22, in particolar modo in relazione alle convenzioni per la gestione dei servizi o di supporto agli stessi, da stipularsi tra gli enti pubblici e le associazioni di volontariato.

Lo Statuto del Comune di Orzinuovi, all’art. 36, valorizza le libere forme associative e di volontariato presenti sul territorio e ne sostiene l’azione, quando essa sia preordinate ad iniziative di servizio e di promozione nei settori di tutela dell’ambiente e della salute, della solidarietà e dell’assistenza, della cultura e dell’arte, della scuola e della ricerca, dello sport e dello spettacolo, del folclore e delle tradizioni locali.

Anche il presente Piano comunale, in osservanza ai principi contenuti nella citata normativa, intende evidenziare il ruolo fondamentale svolto dalle diverse associazioni di volontariato presenti sul territorio orceano nell’attuazione e nella gestione dei servizi sociali.

I rapporti tra diverse associazioni che operano nel settore sociale e l’Ufficio Servizi Sociali è strettissimo; esiste di fatto una stretta collaborazione che va tuttavia affinata e resa ancor più produttiva al fine di rendere più efficace l’intervento nel sociale.

E’ intenzione dell’Amministrazione.comunale coinvolgere le associazioni nella predisposizione e nella realizzazione di specifici progetti di intervento nelle diverse aree tematiche in cui si sviluppano i servizi socio-assistenziali.

Sarà compito della Giunta comunale predisporre tali progetti ed attivare le relative convenzioni con le associazioni che si intendono coinvolgere e con le quali collaborare.

Appare pertanto evidente come il maggior coinvolgimento delle realtà sociali già esistenti si muova nell’ottica della promozione e della sensibilizzazione riguardo al tema solidaristico, nonché del superamento di una visuale meramente istituzionale, legata al paradigma "richiesta-prestazione" del servizio sociale.

L'Amministrazione comunale, come indicato nel precedente Piano, sensibile alle esigenze e alle necessità delle associazioni di volontariato, ha messo a disposizione un'area, ove, per iniziativa della Croce Verde di Orzinuovi, che ha promosso e portato avanti l'iniziativa, è stata realizzata una struttura che, oltre a divenire la nuova sede della Croce Verde, sta diventando il punto di incontro del volontariato che opera nel territorio di Orzinuovi.

PIANO FINANZIARIO INTERVENTI PIANO SOCIO-ASSITENZIALE 2001-2003

Centro di costo

Intervento previsto

Capitolo/Intervento

2001

2002

2003

Interventi Area

Minori - giovani

29000

Micronido

Trasferimenti tutela minori

C.R.E.

C.A.G.

Informagiovani/Prog.giovani

SADEM

Interventi vari

1600 / (1100103)

1600 / (1100103)

1607 / (1100105)

1607 / (1100105)

1607 / (1100105)

1607 / (1100105)

1607 / (1100105)

225.000.000

45.000.000

95.000.000

60.000.000

30.000.000

12.000.000

53.000.000

225.400.000

50.000.000

95.000.000

60.000.000

30.000.000

12.000.000

58.000.000

226.000.000

54.900.000

95.000.000

60.000.000

30.000.000

12.000.000

63.000.000

//////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////

Totale

520.000.000

525.400.000

540.900.000

Interventi

Area anziani

30000

S.A.D.

Pasti a domicilio

Integrazione rette ricovero

2800 / (1100303)

2800 / (1100303)

2800 / (1100303)

250.000.000

210.000.000

430.000.000

255.000.000

215.000.000

437.000.000

259.000.000

219.000.000

447.000.000

//////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////

Totale

890.000.0000

907.000.000

925.000.000

Interventi

area handicap

31000

Integraz.rette C.S.E.

Interventi vari -Trasferimenti

Interventi vari - Servizi

Interventi vari - Acquisto beni

2819 / (1100403)

2821 / (1100405)

2819 / (1100403)

2816 / (1100402)

95.000.000

10.000.000

35.000.000

3.000.000

95.000.000

10.200.000

37.600.000

3.000.000

97.000.000

10.400.000

38.200.000

3.000.000

//////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////

Totale

143.000.000

145.800.000

148.600.000

Servizi diversi

alla persona

32000

Interv.di assist. Economica

Interv. Vari alla persona - Servizi

Interv. vari alla persona - Acq. Beni

2830 / (1100405)

1920 / (1100403)

2850 / (1100402)

18.000.000

28.000.000

6.000.000

18.300.000

28.500.000

6.100.000

18.650.000

29.000.000

6.200.000

//////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////

Totale

52.000.000

52.900.000

53.850.000

//////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////

Totale generale

1.605.000.000

1.631.100.000

1.668.350.000